Il dramma in Svizzera non è servito. A Palermo la polizia municipale ha sequestrato una discoteca abusiva in via Principe di Belmonte dove sono stati trovati decine di clienti che ballavano e bevevano alcolici in un seminterrato senza uscite di emergenza e senza alcuna autorizzazione.
Gli agenti hanno trovato anche un centinaio di fontane pirotecniche pronte per essere utilizzate durante la serata. Dopo il sequestro il custode giudiziale ha anche violato i sigilli. Nel locale da ballo si entrava da una strettissima scala interna senza illuminazione né luci di emergenza. Come accertato durante i controlli non c’era l’agibilità rilasciata dalla commissione comunale di vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo, la licenza del questore e la documentazione sulla prevenzione incendi.
L’ingresso, a pagamento, era regolamentato da tre addetti al servizio di sicurezza, anche loro senza autorizzazione del prefetto. Durante il controllo i titolari non esibivano alcuna certificazione di omologazione del materiale ignifugo, così come prescritto dalla normativa di prevenzione incendi, con l’integrazione specifica per gli arredi, i divanetti, e per il materiale utilizzato per la copertura interna del tetto.
Infine, “ spiegano dal comando – risultavano false le dichiarazioni delle segnalazioni certificate inizio attività (Scia), inviate al Comune di Palermo – Servizio Suap relativamente ai requisiti minimi prestabiliti per le barriere architettoniche”. I due titolari sono stati denunciati come è stato denunciato anche il custode giudiziario per la violazione dei sigilli.
La replica dei titolari
“Questo è il terzo sequestro preventivo che subiamo, nonostante i primi due – spiega il titolare dell’attività, – siano stati annullati dal tribunale del Riesame. Un dato che, da solo, dovrebbe far riflettere chiunque. Quanto accaduto durante l’esecuzione di quest’ultimo sequestro è di estrema gravità. Riteniamo che siano state poste in essere azioni in contrasto con la legge da parte di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe invece farla rispettare. Per questo motivo non resteremo più in silenzio. Ho già conferito mandato all’avvocato Jose Libero Bonomo affinché agisca in ogni sede opportuna, anche mediante la presentazione di denunce, per far emergere la verità e accertare le gravi irregolarità e le responsabilità personali legate a quanto avvenuto. Saranno inoltre depositate registrazioni video inequivocabili, che smentiscono quanto dichiarato e sottoscritto dalla polizia municipale amministrativa, mostrando una realtà ben diversa da quella riportata nei verbali. Non si tratta più soltanto di difendersi. Si tratta di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sarà la magistratura a chiarire chi ha agito nel rispetto della legge e chi, invece, l’ha violata”.






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