A Crans-Montana, rinomata località alpina svizzera, la notte di San Silvestro si è trasformata in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni. Poco dopo la mezzanotte, un incendio ha devastato il locale notturno Constellation, causando 40 vittime, perlopiù giovani. Un bilancio che ha sconvolto non solo la Svizzera ma il mondo intero.
Al centro dell’inchiesta ci sono le testimonianze dei proprietari del locale, Jessica e Jacques Moretti, l’uso abituale di giochi pirotecnici all’interno del club e una serie di comportamenti che gli investigatori stanno passando al vaglio con estrema attenzione.
Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, nulla lasciava presagire una simile catastrofe. Eppure, a distanza di ore, ogni dettaglio di quella notte assume un peso decisivo.
Solo dieci ore dopo la tragedia, mentre la portata dell’evento iniziava a delinearsi con chiarezza, gli inquirenti hanno raccolto le prime dichiarazioni formali dei proprietari. Dichiarazioni che oggi rappresentano uno dei punti chiave dell’indagine.
Le ore prima dell’incendio: una festa che faticava a decollare
Alla mezzanotte di San Silvestro, circa un’ora e mezza prima del rogo, l’atmosfera al Constellation era tutt’altro che quella attesa per l’ultima notte dell’anno.
Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques, racconta agli investigatori che la sua principale preoccupazione era un’altra: «c’era pochissima gente».
Nel club stavano arrivando gruppi di ragazzi, ma il totale non superava il centinaio di persone. Un numero considerato insufficiente per creare la giusta atmosfera di Capodanno. È in questo contesto che Jessica si rivolge alla sua dipendente più fidata, invitandola a far entrare più persone per animare la serata.
Quella giovane dipendente si chiamava Cyane Panine. Aveva 24 anni. Nella foto. Per Jessica era «come una sorellina». Per Jacques, qualcosa di ancora più profondo: «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina».
Cyane è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana.
Il tentativo disperato di salvarla
Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia gestisce nella cittadina svizzera, la situazione è già fuori controllo. Riesce a forzare una porta secondaria del Constellation, ma all’interno trova corpi riversi a terra.
Tra questi c’è anche quello di Cyane.
Jacques racconta agli investigatori uno dei momenti più drammatici della notte: insieme al fidanzato della ragazza, tenta di rianimarla in strada per oltre un’ora. Ogni sforzo è inutile. I soccorritori, alla fine, non possono che constatare il decesso.
I sospetti e la corsa a cancellare i video
È nelle ore immediatamente successive alla tragedia che gli investigatori notano un comportamento considerato rilevante.
Jessica e Jacques Moretti si affrettano a bloccare i profili social dei loro locali e a cancellare numerosi video promozionali. Filmati che mostravano scene di festa, bottiglie illuminate e fontane pirotecniche accese tra la folla.
Per chi indaga, non è un dettaglio secondario. Già nelle prime fasi dell’inchiesta, gli esperti ipotizzano che l’incendio sia partito proprio dall’uso di bengala e giochi pirotecnici all’interno del locale.
Quando Jacques Moretti viene interrogato su questo punto, ammette che i bengala venivano effettivamente utilizzati. «Ad esempio ai compleanni dei clienti», spiega, precisando però che non si era mai verificato alcun incidente.
Secondo la sua versione, le fontane luminose duravano «30 o 40 secondi», il tempo necessario per evitare rischi. E aggiunge: «Non lasciamo mai che i clienti li tocchino».
I video e le versioni che non coincidono
Le immagini rimosse dai social raccontano però una storia diversa. Nei filmati, ora acquisiti dagli investigatori, si vedono clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose in prima persona, in mezzo alla folla.
Un altro aspetto finito sotto la lente riguarda una pratica frequente nei locali notturni: clienti che salgono sulle spalle dei camerieri durante i momenti di festa. Jessica Moretti ammette solo in parte: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti». Dichiarazioni che gli inquirenti stanno confrontando con testimonianze e materiale video, per capire se queste abitudini abbiano contribuito a creare una situazione di pericolo.
I bengala: una “specialità” del Constellation
Dalle indagini emerge un dato ormai considerato centrale: i giochi pirotecnici non erano un’eccezione, ma una vera e propria “specialità” del Constellation.
L’istituto forense di Zurigo, incaricato di ispezionare il locale dopo l’incendio, ha rinvenuto 25 bengala già utilizzati. La maggior parte si trovava vicino ai tavoli, accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati.
Non solo. In uno stanzino adibito a deposito, gli investigatori hanno trovato uno scatolone con circa 100 bengala ancora confezionati. Un numero che suggerisce una disponibilità ampia e un utilizzo frequente.
A questo si aggiunge un altro elemento: un borsone, forse appartenente a un cliente, contenente 14 petardi. Tra questi, anche sei “Thunder King”, petardi considerati particolarmente potenti.
Chi ha innescato l’incendio? Il nodo delle responsabilità
Secondo quanto riportato anche da Il Messaggero, l’indagine punta a chiarire chi abbia materialmente innescato l’incendio e se siano state rispettate le norme di sicurezza previste per i locali aperti al pubblico.
Gli inquirenti stanno lavorando su più livelli. Da un lato, l’eventuale responsabilità diretta di chi ha acceso il bengala o il petardo. Dall’altro, la responsabilità gestionale dei proprietari, chiamati a garantire la sicurezza dei clienti e dei dipendenti.
In Svizzera, come in molti Paesi europei, l’uso di materiale pirotecnico in spazi chiusi è fortemente regolamentato. La presenza di decine di bengala e petardi all’interno del locale solleva interrogativi inevitabili.
FAQ
Quante sono le vittime dell’incendio di Crans-Montana?
Le vittime accertate sono 40.
Dove è scoppiato l’incendio?
Nel locale notturno Constellation, a Crans-Montana, in Svizzera.
I bengala erano usati abitualmente nel locale?
Sì, secondo gli investigatori erano una pratica frequente.
Chi sono i proprietari del Constellation?
Jessica e Jacques Moretti.
L’indagine è ancora in corso?
Sì, le autorità stanno ancora accertando le responsabilità.






Commenta con Facebook