Un milione di euro sottratto alla disponibilità dei siciliani e assegnato a comuni che non esistono nell’Isola. Un emendamento burla quello prese tato dal deputato Ismaele La Vardera durante i lavori della finanziaria regionale e che è passato nel mucchio degli emendamento approvati durante le lunghe notti della finanziaria. Nessuno si è accorto che in realtà la norma fosse inapplicabile per inesistenza dei comuni indicati in condizione.
Un provocazione per ridicolizzare il parlamento
Quella di La Vardera è stata una provocazione in stile Iene per dimostrare che all’Ars succede di tutto e non esiste evitarlo. Insomma che più che un Parlamento è un piccolo Consiglio comunale abbastanza confuso.
In Sicilia succede anche questo. Una burla che altrove non è mai avvenuta anche se, probabilmente, non si tratta dell’unico Parlamento in cui un emendamento del genere potrebbe trovare spazio ed essere approvato.
Senza entrare nel merito del metodo, oggi c’è un milione di euro che non potrà essere speso per il momento e chissà per quanto tempo ma soprattutto c’è la scorsa alle giustificazioni
Dagnino, emendamento Parlamentare privo di parere del governo
“L’emendamento non è stato votato autonomamente, ma inserito in un articolo complesso di matrice parlamentare, composto da numerosi commi e rubricato “contributi agli enti locali” sul quale il governo, rappresentato in aula da me, non ha espresso alcun parere” sostiene l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino.
Di fatto l’emendamento n. 11.148, definito dal deputato Ismaele La Vardera nelle sue dichiarazioni come “supercazzola” era inserito in un ampio articolo di matrice parlamentare che stava alla base di una sorta di accordo d’0aula per tagliare i tempi e dare spazio alle proposte delle opposizioni.
L’assessore Dagnino ritiene necessario, nero su bianco, smentire con fermezza le dichiarazioni rese dal parlamentare, “in quanto del tutto prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione istituzionale e professionale”.
Emendamento non mi è stato mai sottoposto
“È categoricamente falso – aggiunge l’assessore – che l’onorevole La Vardera mi abbia sottoposto l’emendamento “due giorni prima” della seduta, ma ciò è avvenuto solo nella notte del 20 dicembre 2025, durante la fase finale dell’approvazione del ddl di Stabilità regionale 2026-2028, senza alcun margine utile per una disamina approfondita oltre al controllo formale immediato”.
D’altra parte, va specificato che l’emendamento, pur essendo inserito nel fascicolo d’aula, rientrava in un insieme di oltre 5.000 emendamenti e non era stato oggetto di particolare attenzione, “anche alla luce delle ridotte probabilità politiche di approvazione e della limitata rilevanza”, precisa Dagnino.
La burla non dimostrerebbe nulla per l’assessore
“Non è accettabile – conclude l’assessore – la tesi secondo la quale l’iniziativa di La Vardera dimostrerebbe che nel Parlamento regionale “possa passare di tutto”, purché frutto di accordi politici o che vi sia superficialità nell’attività legislativa. L’unico fatto provato da La Vardera è invece lo stile del tutto irrispettoso delle istituzioni con il quale questi si è approcciato all’alta funzione democratica per la quale è stato eletto. Grazie al serio lavoro del Parlamento e del governo regionale la legge approvata contiene importanti misure per oltre 1,5 miliardi di euro e il successo dell’orditura del deputato di Controcorrente, per un valore pari allo 0,0006% del totale, dimostra soltanto la sua capacità ingannatoria grazie alla quale ha indotto il Parlamento a distogliere la somma di un milione di euro da altri più nobili fini”.






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