Il sequestro di un ordigno rudimentale nelle disponibilità di un ventottenne arrestato dalla Polizia di Stato apre uno squarcio inquietante sulla catena di intimidazioni che, da settimane, sta attraversando il territorio siracusano. Un elemento tutt’altro che marginale in un contesto segnato da messaggi minatori, esplosioni e segnali mafiosi indirizzati al tessuto economico e istituzionale della provincia.

L’arresto

Nella mattinata di giovedì, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa hanno arrestato un uomo di 28 anni, con precedenti, al termine di un’attività investigativa mirata al contrasto della detenzione di esplosivi e al traffico di sostanze stupefacenti. La perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di un ordigno artigianale, oltre a un consistente quantitativo di droga: più di 100 grammi di cocaina, suddivisi in quattro contenitori, circa 26 grammi di hashish e due bilancini di precisione.

Le indagini sulla bomba

Ed è proprio la presenza dell’esplosivo a catalizzare l’attenzione degli investigatori. L’ordigno è stato immediatamente sequestrato e ora sarà sottoposto ad accertamenti tecnici per stabilirne la capacità offensiva, le modalità di assemblaggio e la compatibilità con altri episodi intimidatori registrati in città. Forse era in programma un nuovo attentato in una altra attività economica ma spetterà alla polizia capire se questa ipotesi ha una sua concretezza.

Il sequestro della droga

Il valore dello stupefacente, secondo le prime stime, avrebbe fruttato allo spaccio al dettaglio circa 11 mila euro. Alla luce di quanto rinvenuto, l’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di esplosivo e per spaccio di sostanze stupefacenti. È stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Il profilo del 28enne

Ma il punto centrale dell’inchiesta resta un altro: chi è davvero il 28enne arrestato e quale ruolo potrebbe avere nella strategia del terrore che sembra prendere di mira le attività commerciali siracusane? Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire se l’uomo sia inserito in un contesto criminale organizzato, se abbia fabbricato lui stesso la bomba artigianale e, soprattutto, se fosse in programma un attentato imminente.

Domande che si intrecciano con una sequenza di episodi ancora senza responsabili. Tra questi, il doppio messaggio inquietante indirizzato alla famiglia Borderi, noto player della ristorazione in Ortigia, finita nel mirino di una pressione criminale che sembra voler lanciare un segnale chiaro a chi fa impresa.

Le minacce a Lentini

Il clima di allarme non riguarda solo il capoluogo. Nella zona nord della provincia si sono registrati altri due episodi dal forte valore simbolico: un proiettile trovato sulla scrivania della preside di una scuola di Lentini e un bossolo inserito in una lettera anonima recapitata al sindaco di Carlentini. Intimidazioni che colpiscono istituzioni, scuola e amministrazioni locali, delineando un quadro di tensione diffusa.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza

In questo contesto, il prefetto di Siracusa ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulla “striscia” di minacce che attraversa il territorio. Un passaggio istituzionale doveroso, anche se i margini operativi del Comitato restano limitati: le indagini sono nelle mani della magistratura e delle forze investigative.

Resta però il valore del segnale politico e istituzionale. Lo Stato c’è ma la partita decisiva si gioca sul terreno delle indagini, dove ogni dettaglio – a partire da quell’ordigno rudimentale sequestrato – potrebbe rivelarsi la chiave per decifrare una strategia criminale che, nel Siracusano, sembra aver rialzato la testa.