Il Ciclone Harry ha messo in ginocchio vaste aree di Sicilia, Calabria e Sardegna, causando nubifragi, mareggiate, vento oltre i 120 chilometri orari e nevicate record sui rilievi.

La situazione resta critica in diverse zone, anche se iniziano ad arrivare i primi segnali di attenuazione, soprattutto in Sardegna. Ma la prudenza resta massima: le autorità invitano a non abbassare la guardia.

I danni, secondo le prime stime locali, ammontano già a centinaia di milioni di euro.

Allerta massima e territori sotto osservazione

La Protezione civile ha prolungato l’allerta rossa e arancione in ampie porzioni del Sud. In Calabria il livello di attenzione è massimo sui versanti Tirrenico Meridionale, Jonico Meridionale e Jonico Centro-meridionale. In Sardegna, allerta rossa nel Campidano e nei bacini del Flumendosa-Flumineddu. In Sicilia, criticità elevate sul versante ionico della zona Nord-Orientale.

Il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, ha invitato alla massima responsabilità: “Non è ancora il momento di fare la conta dei danni, ma di vigilare sulla corretta applicazione di ogni condotta responsabile. Quando saranno rientrate le condizioni di pericolo, penseremo al resto e il governo Meloni sarà anche stavolta vicino alle regioni colpite, in particolare Sardegna, Sicilia e Calabria”.

Anche il Ministero dei Trasporti segue con attenzione l’evolversi della situazione. Il vicepremier Matteo Salvini monitora in particolare le ricadute sulle infrastrutture, molte delle quali hanno subito chiusure temporanee o limitazioni per motivi di sicurezza.

Sardegna: il ciclone si allontana, ma resta alta l’attenzione

È in Sardegna che si intravedono i primi spiragli di miglioramento. Secondo quanto emerso dal punto di metà giornata nella sede della Protezione civile regionale a Cagliari, piogge e vento sono in progressiva attenuazione.

“Solo domani ci saranno piogge deboli e isolate, ma nulla di preoccupante”, ha spiegato Mauro Merella, direttore della Protezione civile della Sardegna.

Le precipitazioni residue dovrebbero esaurirsi nel tardo pomeriggio, mentre in serata è previsto un vento moderato o addirittura calmo. Anche il mare, da molto mosso, tornerà gradualmente a condizioni più gestibili, consentendo lo stop alle mareggiate.

Questo quadro apre la strada al possibile declassamento dell’allerta e alla riapertura delle scuole, chiuse da inizio settimana.

Ma la cautela resta alta, soprattutto per quanto riguarda fiumi e dighe. Sotto osservazione ci sono il Rio Posada, il Cedrino, il Flumendosa e il Maccheronis. Tecnici e operatori sono pronti a intervenire in caso di necessità almeno fino a domani.

Dighe, fiumi e un paradosso positivo

Un aspetto meno immediato, ma non secondario, riguarda la gestione delle risorse idriche. Giuliano Patteri dell’Enas ha spiegato che dal Flumendosa stanno arrivando circa 350 metri cubi d’acqua al secondo, ma senza rilasci a valle, riducendo così il rischio di piene improvvise.

C’è anche un lato positivo: le piogge potrebbero alleviare l’emergenza idrica prevista per la prossima estate, un tema molto sentito sull’isola dopo mesi di siccità.

Ora, però, inizia la fase più delicata: la conta dei danni. “Si farà sentendo le stime dei sindaci”, ha spiegato l’assessora regionale all’Ambiente Rosanna Laconi. “Staremo vicino alle comunità”.

Centotrenta le richieste di emergenza arrivate dai Comuni e oltre 600 gli interventi dei vigili del fuoco in tutta l’isola. Preoccupa anche l’impatto ambientale, in particolare l’erosione delle coste, accentuata dalle mareggiate.

Sicilia e Calabria: danni ingenti e richiesta di calamità

Se in Sardegna il peggio sembra alle spalle, la situazione resta complessa in Sicilia e Calabria. A Catania il sindaco Enrico Trantino ha annunciato la richiesta dello stato di calamità naturale. I danni, secondo una prima valutazione, si aggirano intorno alle “decine di milioni di euro”.

Strade allagate, edifici danneggiati, attività commerciali ferme. Uno scenario che si ripete in diverse aree costiere e interne, aggravato dalla fragilità idrogeologica di molti territori.

In Calabria, in particolare lungo il versante ionico, le prossime ore restano delicate. Il ciclone non si è ancora completamente allontanato e le condizioni meteo possono peggiorare rapidamente.

Una delle tempeste più violente del secolo

A spiegare la portata dell’evento è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. Il suo bollettino parla chiaro: onde fino a 10 metri, “come un palazzo di quattro piani”, venti di tempesta oltre i 120 chilometri orari, nubifragi, tornado e nevicate abbondanti sopra i 1.000-1.200 metri.

Nelle prossime ore il maltempo continuerà a colpire la Calabria ionica con onde di 7-8 metri e piogge oltre i 70 millimetri. In Sicilia e Sardegna sono attese altre precipitazioni moderate, ma in attenuazione. Attenzione anche a Basilicata e Salento, dove sono previsti rovesci intensi.

Solo da giovedì si prevede un allentamento della morsa al Sud. Ma non sarà una vera tregua per l’Italia: il maltempo si sposterà gradualmente verso il Nord, dove da venerdì una perturbazione atlantica legata al ciclone “Kirstin” potrebbe portare nevicate anche in pianura.

Lo sapevi che…?

  • Onde di 10 metri sono considerate estremamente rare nel Mediterraneo;
  • Raffiche oltre i 120 km/h rientrano nella categoria di vento di tempesta;
  • Eventi come il Ciclone Harry sono sempre più studiati per il possibile legame con il riscaldamento globale e l’aumento dell’energia in atmosfera.

Cosa fare in caso di allerta meteo

  • Le autorità ribadiscono alcune regole di buon senso:
  • Evitare spostamenti non necessari;
  • Non sostare in prossimità di fiumi, sottopassi e zone costiere;
  • Seguire solo le comunicazioni ufficiali della Protezione civile;
  • Prestare attenzione anche dopo la fine delle piogge, per il rischio di frane e smottamenti.

FAQ – Le domande più cercate

Il Ciclone Harry è finito?
No. È in attenuazione in alcune aree, ma resta attivo soprattutto sul versante ionico.

Quando tornerà il bel tempo al Sud?
Secondo le previsioni, serviranno ancora almeno 24 ore per un miglioramento stabile.

Ci saranno altri cicloni?
È previsto l’arrivo di un’altra perturbazione, ma con caratteristiche diverse.