Giusi Patti Holmes
Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".
Domenica sera guardando “Che tempo che fa”, e lo speciale “Ornella senza fine”, mi sono resa conto di quanto le sue canzoni fossero talmente parte di me da saperle affiancare a ogni pagina della mia vita sentimentale. Perché l’Ornella, che è per Milano ciò che la Lupa è per Roma, ha cantato e interpretato l’amore struggente, non corrisposto, complicato e, naturalmente, senza fine. Mi ha fatto molto sorridere che si chiedesse come mai “L’appuntamento” fosse la sua canzone più richiesta, visto che parlava di una sfigata che, sotto la pioggia con l’ombrello, dopo aver aspettato l’amore che non arrivava, se ne tornava a casa disperata. Ma da donna imprevedibile quale era, per il suo funerale, aveva voluto che Paolo Fresu suonasse proprio questa, forse perché era il suo ultimo appuntamento.
Personalmente sono tra quelli che a Mina hanno sempre preferito la Vanoni che, come ospite fissa di Fabio Fazio, era diventata semplicemente Ornella, facendosi amare spassionatamente per la leggerezza, la schiettezza, la comicità, la malinconia, la profondità, condite da aneddoti da morir dal ridere per come li raccontava e commentava. D’altronde, come sfrontatamente diceva, a 90 anni si può dire tutto.
Ritornando a domenica ho capito, una volta di più, che “il caso non è mai un caso” perché questa festa, costruita per lei, è andata in onda giorno 18, proprio il numero del suo microfono che i fonici hanno deciso di eliminare affinché fosse per sempre il suo. Manifestazioni di affetto, di stima per questa “donna della Libertà”, che sapeva farsi amare. Ascoltando i suoi brani, rivisitati da tantissimi amici, più che colleghi, a cui si spezzava la voce per la commozione, di colpo il passato, che sembrava addormentato, con i friccicori legati all’inizio e i patimenti alla fine di una storia, gli abbandoni subiti e agiti, le separazioni condivise, gli amori non corrisposti, quelli idealizzati, non vissuti e, a volte, non capiti, si è risvegliato e mi sono ritrovata a pensare chi avrei voluto ancora accanto e chi avrei preferito non incontrare. La risposta, col senno di poi, è che avrei dato più importanza e attenzioni a chi pensavo fosse volatile come un’eau de toilette e invece, col tempo, si è dimostrato persistente come un’eau de parfum.
Adesso, per renderle omaggio, ho costruito un breve testo con i titoli delle sue canzoni ascoltate a “Che tempo che fa”, con la speranza che l’esperimento riesca.
“Che cosa c’è”, “Una ragione di più” visto che “Domani è un altro giorno”, la “Tristezza” diventerà “Sant’Allegria” e porterà “La voglia, la pazzia” a “L’appuntamento” in cui “Ti lascio una canzone” per “Imparare ad Amarsi” anche con “Un sorriso dentro al pianto”, ma sempre con “Rossetto e cioccolato”… E quando “La musica è finita”, “Io so che t’amerò” “Senza Fine”.
A interpretarle proprio in quest’ordine di uscita: Marco Menegoni, Loredana Berté, Annalisa, Virginia Raffaele, Toquinho, Mahmoud, Fiorella Mannoia, Elisa, Gianni Morandi, Emma, Francesco Gabbani, Noemi, Malika Ayane, Giuliano Sangiorgi, Diodato e Camilla Ardenzi, la nipote.
Solo Fabio Fazio poteva organizzare una serata commovente e gioiosa allo stesso tempo, inno alla bellezza e alla libertà di questa artista straordinaria che avrebbe voluto ci fosse, anche, la sua piccola Ondina, l’amata cagnolina, che, infatti, oltre a essere in prima fila, è stata protagonista. Grazie Ornella, anzi Ornellik, come ti chiamava Virginia Raffaele, per tutto quello che ci hai dato e lasciato. Io, adesso, vado a risentirti in “Insieme a te”, lo struggente brano di Mario Lavezzi, che canterò a squarciagola. Tappati le orecchie perché rischi di sentirmi anche da Lassù.
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