Cosa succede ai prezzi del pesce e dei prodotti freschi quando il mare si ferma per giorni? È una domanda che molti consumatori si pongono dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha messo in seria difficoltà la pesca e la logistica dei trasporti in diverse aree d’Italia.

Il maltempo ha costretto numerose imbarcazioni a restare in porto, bloccando per giorni l’attività di pesca e portando anche alla chiusura temporanea di mercati all’ingrosso strategici, come quello di Cagliari. Le conseguenze si riflettono ancora oggi sulla disponibilità di prodotto e sui prezzi, nonostante una lenta ripresa della pesca sotto costa nel Tirreno e nell’Adriatico.

A fare il punto è La Borsa della Spesa, la guida settimanale per una spesa conveniente e sostenibile realizzata da Borsa Merci Telematica Italiana e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit.

Pesca in difficoltà e domanda debole: il doppio effetto di gennaio

Secondo gli analisti di mercato, la situazione attuale è il risultato di due fattori che si sommano:

  • da un lato, l’offerta ridotta di prodotto ittico fresco, legata al blocco delle attività in mare;
  • dall’altro, una domanda tipicamente piatta di gennaio, mese in cui i consumi alimentari tendono fisiologicamente a rallentare dopo le festività.

Il risultato è un mercato ancora fragile, in cui alcune specie registrano rincari marcati, mentre altre restano sorprendentemente convenienti.

Pesce: rincari per alcune specie, ma non mancano le alternative

Sul fronte del pescato, i rincari più evidenti riguardano alcune delle specie più richieste.

Gli analisti segnalano che:

  • naselli e moscardini hanno subito aumenti significativi, con prezzi all’ingrosso che hanno raggiunto rispettivamente 18 euro/kg e 20 euro/kg;
  • si tratta di valori elevati, legati alla scarsità di prodotto disponibile e alla difficoltà di ripristinare rapidamente i normali flussi di pesca.

Ma non tutto il pesce è diventato più caro. Anzi, proprio in questa fase emergono soluzioni alternative spesso poco conosciute, ma di ottima qualità.

Ciclone Harry, cosa sta succedendo al prezzo del pesce

Le occasioni da non perdere: pesce buono a prezzi bassi

Tra le proposte più convenienti spiccano i fragolini di piccola taglia, ideali per:

  • zuppe di pesce;
  • fritture miste;
  • preparazioni tradizionali della cucina mediterranea.

Nonostante la qualità, questi prodotti vengono scambiati all’ingrosso a prezzi molto contenuti, tra 2 e 3 euro/kg.

Per chi invece cerca un pesce di taglia superiore, una valida alternativa sono le mormore, pescate solo localmente e disponibili a circa 12 euro/kg. Una scelta che consente di contenere la spesa senza rinunciare a un prodotto fresco e versatile in cucina.

Ortofrutta: prezzi stabili grazie ai raccolti precedenti al ciclone

Situazione decisamente più tranquilla per il comparto ortofrutticolo. Nei mercati all’ingrosso sono ancora presenti prodotti raccolti prima dell’arrivo del ciclone Harry, il che ha permesso di evitare rincari immediati.

Secondo La Borsa della Spesa, tra gli ortaggi stagionali più convenienti troviamo:

  • cavolo cappuccio e verza, con prezzi compresi tra 0,70 e 0,90 euro/kg;
  • cicoria e cime di rapa, che non superano 1,40 euro/kg all’ingrosso

Frutta: arance rosse di qualità, ma mercato fermo

Nel comparto frutta, il mercato delle arance rosse appare stagnante, ma con un elemento positivo: la qualità del prodotto disponibile è giudicata molto buona.

La domanda contenuta tipica di gennaio mantiene i prezzi sotto controllo, rendendo le arance una scelta interessante sia per il consumo diretto sia per spremute e preparazioni domestiche.

Carni: il pollo resiste ai rincari

Tra le carni, una delle notizie più rassicuranti arriva dal petto di pollo, che mantiene prezzi stabili rispetto alla settimana precedente.

Grazie a un buon equilibrio tra domanda e offerta, i prezzi all’ingrosso oscillano tra 7,50 e 7,90 euro/kg, senza variazioni significative nonostante il contesto generale di incertezza.

Come orientarsi al mercato dopo il ciclone

Il quadro che emerge è chiaro: il maltempo ha avuto un impatto reale, ma non uniforme su tutti i prodotti.

Per i consumatori, questo significa:

  • evitare di concentrarsi solo sulle specie più note e richieste;
  • valutare alternative meno pubblicizzate ma altrettanto valide;
  • approfittare della stagionalità per contenere la spesa.