Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, è morto cadendo da un’impalcatura dentro un capannone in una ditta in via Emiro Giafar a Palermo. Il lavoratore stava eseguendo alcune riparazioni.

Sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno constatato la morte. Le indagini sono condotte dai carabinieri dai tecnici della Spresal dell’Asp di Palermo. Si stanno verificando le dotazioni di sicurezza del cantiere e se il lavoratore fosse stato assunto regolarmente.

Sono stati i colleghi a lanciare l’allarme e chiedere l’intervento dei soccorsi. Sono arrivati anche i carabinieri del Nucleo radiomobile e il personale dello Spresal dell’Asp. Sono stati sentiti i testimoni e i colleghi per chiarire la dinamica dell’incidente. Gli operai stavano eseguendo dei lavori di riparazione in una ditta che si trova nella zona industriale di Brancaccio.

Da accertare se il lavoratore indossasse o meno i dispositivi di protezione per lavorare in quota. Alessio La Targia di 40 anni lascia la moglie e i due figli.

La salma di Alessio La Targia è stata sequestrata. La procura di Palermo ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nell’istituto di medicina legale. L’incidente è avvenuto nella ditta Puleo Group srl in via Emiro Giafar nella zona industriale di Brancaccio. La ditta vende corredo, biancheria, l’intimo e oggetti per casa.

Cisl, operaio morto è emergenza nazionale”

“L’ennesima sconfitta per tutto il mondo del lavoro, non possiamo accettarlo, siamo vicini alla famiglia e ai colleghi del lavoratore. Piangiamo un’altra vittima nel nostro territorio palermitano, siamo stanchi delle sole parole di solidarietà, chi ha le responsabilità deve agire subito, vogliamo i fatti sul fronte della prevenzione e dei controlli”. Ad affermarlo, commentando la morte dell’operaio di 40 anni avvenuta a Brancaccio a Palermo mentre si trovava su un ponteggio, sono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, il segretario generale Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese. La Filca Cisl avvierà a partire da lunedì 26 gennaio una campagna di informazione sulla sicurezza nei cantieri edili di Palermo attraverso un volantinaggio. “Lo proporremo anche agli altri sindacati, perché siamo dell’idea che bisogna avere massima attenzione sul tema, essere informati, conoscere i proprio diritti, i dispositivi di sicurezza previsti per evitare quella ‘sola caduta’ che annienta in un colpo solo, una intera esistenza”.

Quasi cinquemila infortuni solo a Palermo di cui 18 mortali nel 2025, numeri che si riferiscono al periodo da gennaio a settembre dello scorso anno. “Sono molti di più. Non ci rassegneremo mai, come può un giovane operaio di quarant’anni non tornare più a casa dal lavoro, è inaccettabile” commentano i tre sindacalisti. Per i tre segretari, “bisogna fare di piu, partendo dal via libera definitivo della Camera al decreto-legge 159 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, bisogna potenziare il sistema dei controlli e della prevenzione, formazione, vigilanza e della responsabilità delle imprese. Ora bisogna applicare tutti questi principi affinché si rafforzi davvero la cultura della prevenzione, che deve partire dalle scuole”.

Cgil, continuiamo a denunciare le condizioni dei cantieri edili

“L’ennesima tragedia sul lavoro è arrivata – dichiara Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo – Abbiamo diverse volte denunciato le condizioni in cui versano molti lavoratori edili nella provincia di Palermo. Abbiamo riscontrato come in questi giorni di avverse condizioni meteo in molti cantieri si continuasse a operare senza soluzione di continuità, perché il tempo è come si dice denaro e si deve lavorare senza se e senza ma.
Ci stringiamo alla famiglia di Alessio La Targia, che lascia moglie e due figli, con la quale ci metteremo subito a disposizione. Non è accettabile l’ennesimo operaicidio nei luoghi di lavoro. E’ una carneficina vera e propria. E denunciamo il silenzio istituzionale: a quante morti dobbiamo ancora assistere perché si possa intervenire in maniera puntuale ed efficace? Il tavolo di regia della Prefettura poteva essere uno strumento importante. E da questo punto di vista nessuna risposta è arrivata. Siamo molto ma molto amareggiati. Non escludiamo una mobilitazione unitaria dei lavoratori perché non possiamo più tollerare una situazione del genere”. “Nella mia qualità di vice presidente della Cassa edile – aggiunge Ceraulo – abbiamo effettuato già dei controlli e e il lavoratore non risulta censito. E quindi o al lavoratore non risultava applicato il giusto contratto o era addirittura irregolare”.

Consigliera Di Gangi, insopportabile commentare la morte di un operaio

“È insopportabile ritrovarsi, ancora una volta, a commentare una morte sul lavoro con l’altrettanto insopportabile sensazione che nulla si muova affinché qualcosa cambi davvero. Ogni volta si ripete lo stesso copione: una vita spezzata, una famiglia travolta dal dolore e poi il vuoto. Un vuoto fatto di norme che non bastano, controlli che non ci sono, prevenzione che resta una parola buona solo nei comunicati ufficiali. Alla famiglia della vittima va il mio cordoglio e la mia più sincera vicinanza. Ma a queste morti dovremmo soprattutto rispetto vero, che si traduca nell’impegno concreto per impedire che tutto questo continui ad accadere.

Si continua a discutere di strumenti formali, di meccanismi che restano sulla carta, mentre ciò che servirebbe davvero è facile: più ispettori, più controlli e una politica istituzionale forte e costante per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Non si tratta di buone intenzioni, ma di scelte politiche. Finché la prevenzione non diventerà una priorità reale, continueremo a commentare morti che non dovrebbero mai accadere. Ed è questo che oggi non è più accettabile”. Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi.