Giusi Patti Holmes
Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".
Oscar Wilde scrive: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Oggi, invece, tutti, ma proprio tutti, a partire da molti politici che, per incontinenza verbale, più che “illuminati”, sembrano “fulminati”, non fanno che “parrari ammatula”, facendo a gara a chi la spara più grossa e togliendo, così, ogni perplessità di “Wildiana” memoria.
Ma qual è l’origine di “parrari ammatula?” Una certezza ve la posso già dare ed è quella che, gira e rigira, porta sempre al concetto di inutilità;
ma, adesso, facciamo un bel salto nel Medioevo. Qui “la matula” era un’ampolla di vetro chiaro e sottile che, racchiusa in una fasciatura di paglia, con coperchio e manico, veniva utilizzata per la raccolta dell’urina. Si narra che, tenete, però, ben presente che le malelingue ci sono in ogni tempo, i medici non molto abili a utilizzare questo strumento, spesso non riuscivano a diagnosticare le malattie e salvare i pazienti. Da qui i parenti, addolorati, cominciarono a usare espressioni come: “È stato curato a matula”.
Un’altra versione, invece, la farebbe derivare dal latino “ad mentula”, l’organo riproduttivo maschile, nel significato di “casaccio“, “fare le cose a cavolo”, eufemismo più delicato rispetto a quello usato più comunemente. Altre, ancora, dal greco “màten”, dall’ arabo “batil” e, poi, dal catalano “debades”, dall’occitano “en de bados” e dallo spagnolo “en balde”, sempre con lo stesso significato. Probabilmente, la parola siciliana originaria era “mbàtula”, di cui le varianti in palermitano: mmàtula, a mmàtula e màtula.
Ad “ammatula“ si lega, anche, una curiosa leggenda, che la farebbe derivare da “màttula”, ovvero “cotone“. Si narra che, anticamente, ai novelli sposi venisse donato un tubo foderato di raso all’interno e pieno di bambagia che, nella prima notte di nozze, strategicamente collocato sotto le lenzuola, doveva attutire le “arie”, non liriche, che avrebbero potuto disturbare la neonata intimità. Questo marchingegno, molto lungo e inefficace allo scopo, fece nascere l’espressione “longu a màtula” sia per indicare un procedimento tanto complicato quanto inutile, sia una persona che, oltre all’altezza, non aveva niente.
Il mio consiglio, rivolto soprattutto alla classe politica, è di non “parrari ammatula”, perché chi meno parla più fa.
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