Sarà proiettato, domani, martedì 27 gennaio, nel cuore del Parlamento europeo, a Bruxelles, un film che racconta una delle pagine più buie del Novecento. In occasione della seduta plenaria dedicata al Giorno della Memoria, il cortometraggio animato “Storia di Sergio”, firmato da Rosalba Vitellaro, porterà tra gli scranni dell’Europarlamento il racconto struggente della Shoah vissuta da un bambino italiano. Un’opera necessaria, che attraverso l’animazione dà forma al ricordo e alla consapevolezza.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana e ha coinvolto direttamente le scuole dell’isola in un percorso educativo e di riflessione storica, rivolto in particolare alle nuove generazioni.
Un’infanzia spezzata: la tragica vicenda di Sergio De Simone
Liberamente ispirato al romanzo omonimo scritto da Andra e Tatiana Bucci insieme ad Alessandra Viola (Rizzoli, 2020), il cortometraggio racconta la vera storia di Sergio De Simone, un bambino napoletano deportato nel campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda guerra mondiale.
Sergio, nato nel 1937, fu arrestato con la madre e le cugine, le sorelle Bucci, e portato ad Auschwitz. Successivamente, venne trasferito nel campo di Neuengamme, ad Amburgo. In quel luogo divenne uno dei venti bambini scelti dal dottor Kurt Heissmeyer per essere utilizzato come cavia umana in esperimenti medici. A pochi giorni dalla fine del conflitto, Sergio e gli altri piccoli prigionieri furono brutalmente uccisi nei sotterranei di una scuola di Amburgo.
Decenni dopo, il giornalista tedesco Günther Schwarberg e sua moglie Barbara Hüsing si impegnarono a ridare un nome e una storia a quei venti bambini dimenticati dalla Storia.
Un film animato al servizio della memoria
Il film “Storia di Sergio” è prodotto da Larcadarte Cartoons srl, con il contributo di numerose istituzioni italiane e tedesche. Tra queste, spiccano l’Ambasciata tedesca in Italia, l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), il Centro Padre Nostro di Palermo e la stessa Regione Siciliana.

Il progetto è parte di un programma sperimentale di orientamento educativo curato dalla rete “Dalla Matita al 2D”, con il liceo scientifico “Galileo Galilei” di Palermo come scuola capofila. È grazie anche a un’ampia campagna di crowdfunding pubblico, che l’iniziativa ha potuto prendere vita.
L’opera rappresenta un esempio concreto di come l’animazione possa diventare un potente strumento didattico e culturale, capace di veicolare temi complessi con efficacia e sensibilità, senza mai semplificare o tradire la verità storica.
Turano: “Teniamo viva la memoria tra le nuove generazioni”
Il valore educativo del progetto è stato sottolineato con forza dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano: “Questa iniziativa, realizzata con il coinvolgimento degli studenti siciliani, sottolinea l’importanza di mantenere viva, soprattutto tra le nuove generazioni, la memoria delle atrocità della Seconda guerra mondiale e della Shoah – afferma Turano – affinché la conoscenza della storia rafforzi i valori della pace, del rispetto dei diritti umani, dell’uguaglianza tra i popoli e della convivenza civile. Con questo progetto educativo, il governo Schifani intende dare il proprio contributo alla formazione di cittadini consapevoli e la scelta del Parlamento europeo di proiettare quest’opera, in occasione della seduta plenaria dedicata alle vittime dell’Olocausto, non può che renderci orgogliosi delle iniziative messe in campo per la scuola siciliana”.
Un messaggio che va oltre la commemorazione e si fa impegno civile e culturale, in linea con le più attuali esigenze di educazione alla cittadinanza e ai diritti umani.
La memoria in aula: proiezioni anche a Roma e Palermo
Dopo la proiezione europea, il cortometraggio animato verrà presentato il 29 gennaio alla Camera dei Deputati, nell’ambito delle celebrazioni istituzionali in memoria delle vittime dell’Olocausto. Un’occasione significativa per ribadire il ruolo centrale della cultura nella costruzione della memoria collettiva.
Una terza proiezione è prevista a Palermo, il 31 gennaio, durante una manifestazione organizzata dalle scuole siciliane che hanno partecipato attivamente al progetto. Anche questo appuntamento sarà occasione di riflessione e dialogo, aperto alla cittadinanza e agli studenti.
“La storia di Sergio” non è soltanto un film: è uno strumento per restituire voce, dignità e giustizia a chi è stato privato di tutto, persino della memoria. Un invito a non dimenticare, ma anche a formare cittadini più consapevoli, responsabili e attenti ai valori della democrazia.






Commenta con Facebook