Negli ultimi giorni, guardando il cielo e i radar meteo, la sensazione è quella di vivere una stagione “fuori posto”. Piogge frequenti, temperature relativamente miti e una sequenza di perturbazioni che sembrano non lasciare tregua.
Ebbene, secondo gli esperti, quello che stiamo vivendo ha una spiegazione precisa. Ed è legata a un’espressione che sta tornando spesso nelle analisi meteorologiche: Porta Atlantica spalancata.
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, l’Italia è interessata da un flusso continuo di aria umida proveniente dall’Oceano Atlantico. Un flusso che, una volta entrato nel Mediterraneo, alimenta una serie di perturbazioni destinate a colpire gran parte del Paese almeno fino ai primi giorni di febbraio.
Non si tratta di un singolo episodio di maltempo, ma di una vera e propria fase atmosferica persistente, con effetti estesi e ripetuti.
Piogge, vento e neve a quote insolitamente basse
Quando gli esperti parlano di “Porta Atlantica”, usano un’immagine molto efficace. Immaginando una barriera naturale tra l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, all’altezza delle Colonne d’Ercole nello Stretto di Gibilterra, in questi giorni quella barriera è completamente aperta.
Il risultato è semplice: l’aria umida oceanica entra senza ostacoli nel Mediterraneo e genera una sequenza di cicloni e fronti perturbati che viaggiano dalla Penisola Iberica verso l’Italia. È uno schema tipico dell’autunno, ma che quest’anno si sta riproponendo anche in pieno inverno.
Cos’è davvero la Porta Atlantica e perché conta
La Porta Atlantica non è ovviamente un luogo reale, ma un concetto meteorologico. Indica una configurazione atmosferica in cui le correnti occidentali, cariche di umidità, riescono a scorrere liberamente dall’Atlantico verso l’Europa meridionale e il Mediterraneo.
Quando questa “porta” è aperta:
- arrivano perturbazioni una dopo l’altra;
- le piogge sono più frequenti e diffuse;
- le temperature restano spesso sopra la media stagionale;
- il tempo stabile fatica ad affermarsi.
Secondo Tedici, “con la Porta Atlantica spalancata il flusso umido oceanico riuscirà a penetrare tranquillamente nel Mediterraneo”. Tradotto: niente pause durature e pochi spazi per il bel tempo.
Le prossime ore: piogge in arrivo su Sardegna e Liguria
Il primo effetto concreto di questa configurazione si vedrà già nelle prossime ore. In particolare, da martedì pomeriggio, un nuovo carico di precipitazioni raggiungerà:
- la Sardegna;
- la Liguria.
In Liguria i fenomeni saranno a tratti anche intensi, soprattutto sul Ponente. Si tratta di un’area storicamente sensibile ai flussi umidi occidentali, dove l’orografia favorisce piogge persistenti e localmente abbondanti.
Dalla serata, il maltempo tenderà poi ad estendersi:
- al Nord-Ovest;
- alla Toscana;
- nuovamente alla Sardegna.
È l’inizio di una fase più strutturata, destinata a coinvolgere gran parte del territorio nazionale.
Neve a bassa quota e un “mercoledì da leoni”
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la neve. Nella notte tra martedì e mercoledì sono previste nevicate fino a quote di bassa collina sul Piemonte meridionale, con possibili episodi locali persino in pianura.
Un dettaglio che conferma come, nonostante le temperature spesso miti, l’aria più fredda possa ancora inserirsi nei momenti giusti, soprattutto al Nord.
Con l’ingresso completo del fronte atlantico, la giornata di mercoledì viene definita dagli esperti come un vero “mercoledì da leoni”, ovvero una giornata particolarmente difficile dal punto di vista meteorologico.
Mercoledì sarà infatti la giornata peggiore della settimana:
- piogge diffuse da Nord a Sud;
- fenomeni anche forti sul Settentrione;
- precipitazioni insistenti dalla Toscana alla Campania.
Questo schema è tipico dei flussi umidi atlantici: quando arrivano da ovest, le aree più colpite sono il Nord Italia e il versante tirrenico.
Venti di burrasca e mari agitati
Oltre alle piogge, un altro elemento da non sottovalutare è il vento. Mercoledì soffieranno venti di burrasca in particolare su:
- Mare di Sardegna;
- Canale di Sardegna;
- Sicilia.
Il vento interesserà tutto il versante tirrenico, con raffiche in estensione anche al versante adriatico e persino in Pianura Padana. Una situazione che potrà creare disagi nei collegamenti marittimi e nelle aree più esposte.
In questi casi, la combinazione tra pioggia intensa e vento forte aumenta il rischio di:
- mareggiate;
- caduta di rami e alberi;
- difficoltà nella circolazione.
Da giovedì il maltempo si sposta verso il Centro-Sud
A partire da giovedì, il quadro meteorologico non migliorerà in modo deciso. Il maltempo tenderà piuttosto a concentrarsi sul Centro-Sud, lasciando il Nord in una fase più variabile ma ancora instabile.
Tra sabato 31 e domenica 1 febbraio sono previste nuove precipitazioni su queste regioni. In questo contesto, anche la neve tornerà a fare la sua comparsa sugli Appennini, seppur a quote medio-alte.
Non si parla quindi di un ritorno dell’inverno rigido, ma di un inverno “annacquato”, dominato da pioggia e umidità.
Cinque o sei giorni tutti uguali: perché il tempo non cambia
Secondo le analisi, vivremo almeno 5-6 giorni in fotocopia:
- perturbazioni atlantiche continue;
- piogge più frequenti al Nord e sul versante tirrenico;
- interessamento più saltuario delle Isole Maggiori;
- fasi relativamente miti e asciutte sul versante adriatico.
È una dinamica che rende il tempo monotono, ma anche potenzialmente insidioso, perché la persistenza delle piogge può aumentare il rischio di criticità idrogeologiche.
Un inverno che sembra autunno
La definizione più efficace arriva proprio dal quadro generale: un meteo autunnale nel cuore dell’inverno.
Le temperature non sono particolarmente rigide, la neve resta confinata alle montagne e la pioggia è la vera protagonista. Uno scenario che, secondo molti climatologi, si inserisce in una tendenza più ampia di stagioni sempre meno “definite”.
Lo sapevi che…?
Lo sapevi che i flussi atlantici persistenti sono tra i principali responsabili delle grandi piogge invernali in Italia? Quando la Porta Atlantica resta aperta per molti giorni, il Mediterraneo diventa una vera “fabbrica di perturbazioni”.
FAQ – Le domande più cercate
Cos’è la Porta Atlantica in meteorologia?
È una configurazione che permette alle correnti umide oceaniche di entrare nel Mediterraneo senza ostacoli.
Fino a quando durerà il maltempo?
Secondo le previsioni, almeno fino ai primi giorni di febbraio.
Nevicherà in pianura?
Possibili episodi locali al Nord, soprattutto sul Piemonte meridionale, ma non diffusi.
Perché piove di più sul versante tirrenico?
Perché i flussi da ovest scaricano più umidità su queste aree.
È un inverno anomalo?
È un inverno con caratteristiche sempre più frequenti negli ultimi anni.






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