«Il ciclone Harry non è solo un evento meteorologico estremo, è un’emergenza sociale, economica e produttiva e rischia di lasciare ferite profonde, se non affrontata con strumenti adeguati».
Nel suo intervento all’Assemblea regionale siciliana, il deputato del gruppo Mpa–Grande Sicilia Giuseppe Lombardo ha posto al centro del dibattito parlamentare la gravità della situazione determinata dal passaggio del ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito duramente la Sicilia, in particolare la fascia centro-orientale dell’Isola.
«Esprimo la piena e compiuta solidarietà, a nome del gruppo parlamentare autonomista, alla comunità di Niscemi e a tutti i territori colpiti – ha dichiarato Lombardo –. Parliamo di ore drammatiche, di una tragedia immensa, la cui portata non è ancora del tutto prevedibile».
Secondo Lombardo, l’emergenza legata al ciclone Harry non può essere limitata ai danni più visibili lungo la costa. C’è un fronte meno raccontato ed è quello agricolo.
«Le intense precipitazioni, il vento di eccezionale violenza e lo straripamento di fiumi e torrenti, in particolare il Dittaino e il Gornalunga, hanno causato l’inondazione di vasti appezzamenti agricoli nelle aree di Sigonella e Passo Martino, Ramacca, Palagonia e in numerosi altri territori della Sicilia orientale. Interi campi sommersi, produzioni compromesse, strutture danneggiate».
I danni hanno colpito duramente gli ortaggi da pieno campo, in primo luogo i carciofeti, e il comparto agrumicolo, con fenomeni di caduta precoce dei frutti, disseccamento delle piante e compromissione delle produzioni tardive e medio-tardive. Gravi anche i danni alle serre nelle zone di Mazzarrone, Licodia Eubea, Bronte e Maletto, con strutture scoperchiate dall’azione del vento.
Effetti rilevanti si registrano anche nella provincia di Enna, in particolare nel territorio di Centuripe.
Dai primi sopralluoghi emerge un quadro allarmante: perdite produttive stimate tra il 10 e il 40 per cento, un danno economico complessivo che supera gli 80 milioni di euro, tra produzioni agricole e strutture. Un colpo durissimo per un comparto già messo a dura prova dall’aumento dei costi e dalle difficoltà di mercato.
Accanto al danno produttivo, Lombardo ha richiamato l’attenzione su un’altra emergenza.
Quella occupazionale: «La drastica riduzione delle produzioni – ha sottolineato – comporterà inevitabilmente una perdita significativa di giornate lavorative per i braccianti agricoli. Parliamo di lavoratori già esposti a precarietà e fragilità economica, che rischiano oggi di vedere ridotte anche le tutele legate all’indennità di disoccupazione».
Su questo fronte, il gruppo parlamentare autonomista composto dagli onorevoli Di Mauro, Carta, Balsamo, Lombardo e Primavera ha presentato uno specifico ordine del giorno che impegna il Governo regionale ad attivare misure straordinarie di sostegno al reddito per i braccianti agricoli delle aree colpite.
Tra le proposte, l’erogazione di bonus compensativi e il riconoscimento, per l’anno in corso, della stessa indennità di disoccupazione agricola percepita nell’anno precedente, così come avvenuto durante l’emergenza Covid.
Sul piano delle risposte strutturali, Lombardo ha indicato con chiarezza le strade da percorrere.
La declaratoria dello stato di calamità naturale: «L’attivazione di misure specifiche nell’ambito della PAC–PSP 2023–2027. Il possibile ricorso al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea e al Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole. Oltre all’impiego di risorse regionali e nazionali, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato».
Nel suo intervento Giuseppe Lombardo ha inoltre richiamato l’attenzione su una criticità strutturale che rischia di aggravare ulteriormente gli effetti del ciclone Harry sul comparto agricolo siciliano: quella legata all’accordo Mercosur.
«I nostri produttori agricoli – ha evidenziato Lombardo – sono già messi a dura prova da dinamiche di mercato fortemente penalizzanti. L’accordo Mercosur rischia di infliggere un colpo definitivo alle produzioni siciliane, perché non garantisce quella condizione di reciprocità che dovrebbe essere alla base dei trattati commerciali europei».
«Mi auguro – ha detto – che la Corte di Giustizia europea blocchi un accordo che definire scellerato non è eccessivo. In questa fase drammatica, continuare a penalizzare il nostro comparto agricolo significherebbe condannare intere filiere produttive. Anche su questo tema Governo e Parlamento devono fare la loro parte, con determinazione e responsabilità».
«Siamo qui con spirito di piena collaborazione – ha concluso Lombardo –. Ma dobbiamo correre contro il tempo. Il ciclone Harry ha messo in ginocchio territori, imprese, lavoratori. La risposta delle istituzioni dovrà essere rapida, concreta e proporzionata alla gravità dell’emergenza».
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