Offensiva internazionale contro il cyber crime e la pirateria audiovisiva ha portato allo smantellamento di una complessa infrastruttura informatica che serviva illegalmente milioni di utenti in tutto il mondo. L’operazione, coordinata dalla Procura di Catania con il supporto di Eurojust, ha visto impegnati oltre cento operatori della Polizia postale in undici città italiane e in quattordici obiettivi esteri. L’inchiesta ha colpito al cuore un sodalizio criminale transnazionale capace di generare profitti illeciti per milioni di euro ogni mese, sfruttando le tecnologie più avanzate per sfuggire ai controlli.
Le indagini traggono origine dai dati acquisiti durante la precedente operazione “Taken down”. Attraverso sofisticate analisi forensi, monitoraggi della rete e il tracciamento di transazioni finanziarie in criptovalute, gli inquirenti sono risaliti a trentuno indagati. Le accuse, che dovranno essere confermate in sede di giudizio, ipotizzano reati che vanno dall’accesso abusivo a sistema informatico alla frode informatica, fino al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni. L’organizzazione offriva i palinsesti completi delle principali piattaforme nazionali e internazionali, tra cui Sky, Dazn, Netflix e Amazon Prime, a costi irrisori, oscillanti tra i 10 e i 12 euro mensili.
L’attività ha permesso di oscurare tre delle più note piattaforme illegali operanti in Italia: IptvItalia, MigliorIptv e DarkTv. All’estero, precisamente in Romania, è stata individuata ProEuropaTv, una centrale di distribuzione mondiale che si appoggiava su server dislocati anche in territorio africano. Particolarmente significativa la scoperta effettuata a Napoli, dove le forze dell’ordine hanno sequestrato una “sim-farm” composta da oltre duecento schede telefoniche, smartphone e carte di credito, strumenti verosimilmente utilizzati per gestire i flussi finanziari e le comunicazioni criptate del gruppo.
Oltre al danno economico immediato per i broadcaster e le leghe sportive, l’operazione assume una rilevanza strategica in ottica preventiva. Con l’avvicinarsi dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, la tutela delle produzioni audiovisive diventa una priorità assoluta per le autorità. Gli interventi hanno interessato numerosi centri italiani, tra cui Catania, Palermo, Napoli e Brindisi, estendendosi contemporaneamente a nazioni come Regno Unito, Spagna, Canada e Emirati Arabi, a dimostrazione della scala globale raggiunta dal mercato illegale dei contenuti digitali.






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