Sotto i colpi del disastro di Niscemi e del ciclone Harry frana anche la politica italiana. E’ tutti contro tutti su prevenzione, interventi di emergenza e in Sicilia. Nel mirino delle opposizioni ci sono il Ministro della Protezione civile Nello Musumeci, accusato di non aver impedito che la frana diventasse catastrofica durante i suoi 5 anni da Presidente della Regione, e il progetto del Ponte sullo Stretto. Le opposizioni vorrebbe dire della situazione per dirottare i soldi del ponte sulla ricostruzione e chiudere definitivamente il progetto.

Ma nel mirino ci sono anche le amministrazioni locali accusate da Musumeci di non aver mai chiesto i fondi né mai partecipato ai bandi di gara per il risanamento del territorio.

Frana di Niscemi

Sul fronte frana di Niscemi è già stata aperta un’inchiesta da parte della magistratura, ci sono da responsabilità gli enti coinvolti sono tanti, ci vorrà tempo. Nell’inchiesta confluirà un esposto presentato dal deputato regionale e La Vardera nella giornata di ieri. Ma l’attacco più duro a Ministro Musumeci arriva dall’ex Premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi. Pesantissimo il post su X.

“Musumeci è ministro non per merito ma perché raccomandato da Giorgia Meloni” scrive senza contenersi Renzi. “Eppure da presidente della regione Sicilia (anche lui dimentica che si chiama Regione Siciliana ndr)  non ha speso i sei miliardi che gli avevamo lasciato. E da ministro ha detto no alla riapertura di Italia Sicura, il progetto contro il dissesto idrogeologico che avevamo fatto con Renzo Piano. Musumeci è un incapace ma è raccomandato da Giorgia Meloni, in nome dell’amichettismo. Il maltempo ha fatto male alla Sicilia, il malgoverno ha fatto ancora peggio”.

Musumeci non ci sta

Ma Musumeci non ci sta e, al contrario, è lui ad indossare i panni del censore lanciando una indagine interna sul perché non siano mai stati usati i fondi per la frana di Niscemi (Che il sindaco racconta essere arrivati solo a dicembre 2025). Ricorda di aver istituto nel 2022 l’Ufficio speciale contro il dissesto, di aver finanziato numerose opere e di aver censito i rischi idrogeologici.

Il tema Ponte sullo Stretto

Ma è sul tema Ponte sullo Stretto che si gioca la partita. Pd, 5 stelle e tutte le opposizioni mettono in scena un fuoco di fila: “Abolire quell’opera inutile e dannosa e dirottare i soldi sulla ricostruzione e sulla tutela del territorio”.

Qualcuno parla di apertura dentro la stessa maggioranza e in questo senso vengono interpretate le parole del Vice Premier Antonio Tajani ma non è così.

“Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diverti una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l’Italia” ha scritto in serata il Vice Premier su X.

“I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo .Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari”.

La richiesta di intervento Europeo

E intanto si pensa a trovare i fondi: “Poi siamo già al lavoro per preparare una relazione approfondita che fotografi la situazione e quantifichi i danni. Toccherà alla Protezione civile farlo per  presentare all’Unione Europea la documentazione necessaria per ottenere il risarcimento da parte del Fondo di solidarietà”