Per circa mezzo milione di studenti italiani l’esame di Stato del 2026 segnerà un cambio di passo netto rispetto al passato. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito sia le materie della seconda prova scritta sia una nuova impostazione del colloquio orale, che riduce il numero delle discipline coinvolte e rende obbligatoria la partecipazione a tutte le prove.
La prima prova scritta è fissata per giovedì 18 giugno 2026 alle 8:30. Le principali novità, però, riguardano l’orale, riformato nell’impianto e nelle modalità di valutazione.
Seconda prova scritta: le scelte per licei e tecnici
La seconda prova resta centrata sulle discipline caratterizzanti i diversi indirizzi di studio.
Licei
- Classico: latino
- Scientifico: matematica
- Linguistico: lingua e cultura straniera 1
Scienze umane: scienze umane
Al liceo classico torna quindi il latino, una decisione che ha sorpreso parte degli studenti, molti dei quali ipotizzavano il greco.
Istituti tecnici
- Amministrazione, finanza e marketing: economia aziendale
- Turismo: discipline turistiche e aziendali
- Costruzioni, ambiente e territorio: progettazione, costruzioni e impianti
- Informatica e telecomunicazioni: sistemi e reti
- Orale ridisegnato: quattro materie per ogni indirizzo
La modifica più rilevante riguarda il colloquio finale. Gli studenti non saranno più chiamati a rispondere su tutte le materie dell’ultimo anno, ma solo su quattro discipline, selezionate a livello ministeriale.
Le materie del colloquio orale
- Classico: italiano, latino, storia e matematica
- Scientifico: italiano, matematica, storia e scienze naturali
- Linguistico: italiano, lingua 1, lingua 2 e scienze naturali
- Scienze umane: italiano, scienze umane, lingua straniera e storia dell’arte
Stop ai materiali a sorpresa: il colloquio parte dal curriculum
Viene superato il meccanismo del documento estratto dalla commissione per avviare il colloquio. Al centro della prova orale entra il curriculum dello studente, che raccoglie in modo strutturato:
- andamento scolastico
- esiti delle prove Invalsi
- attività sportive e culturali
- esperienze extrascolastiche
- percorsi di scuola-lavoro
- competenze digitali
- attività considerate meritevoli
L’obiettivo è spostare l’attenzione dal singolo episodio alla storia formativa complessiva dello studente.
Esame valido solo se si sostengono tutte le prove
Una delle norme più stringenti introdotte per il 2026 riguarda la validità dell’esame. Il diploma potrà essere conseguito solo da chi partecipa a tutte le prove previste, compreso il colloquio orale.
La misura arriva dopo i casi registrati negli anni precedenti, quando alcuni candidati avevano rinunciato all’orale confidando nei crediti accumulati. Chi rifiuta volontariamente il colloquio rischia la non ammissione, mentre restano tutelate le situazioni di blocco dovute all’emotività.
Commissioni più snelle e nuovo equilibrio dei punteggi
Cambiano anche le commissioni d’esame, che saranno composte da:
- un presidente esterno
- due commissari esterni
- due commissari interni
Il punteggio finale sarà così articolato:
- 40 punti per il credito scolastico
- 20 punti per ciascuna prova scritta
- 20 punti per il colloquio orale
Il bonus per gli studenti con risultati eccellenti viene ridotto da 5 a 3 punti.
Condotta, educazione civica e scuola-lavoro incidono di più
Nel nuovo esame cresce il peso attribuito al comportamento e alle competenze trasversali:
- con 6 in condotta sarà richiesto un elaborato su cittadinanza attiva
- con voto inferiore a 9 in condotta si perdono crediti
- maggiore rilevanza a educazione civica e percorsi di alternanza scuola-lavoro
Ritorna la dicitura “Esame di Maturità”
Tra le novità simboliche figura il ritorno ufficiale della denominazione “Esame di Maturità”, sostituita formalmente nel 1997 ma rimasta nell’uso comune.
Valditara: «Un esame più aderente al percorso degli studenti»
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato l’impianto della riforma sottolineando la volontà di ridurre la pressione sugli studenti: «Abbiamo superato collegamenti interdisciplinari forzati che spesso generavano ansia. Il nuovo colloquio permette di valutare conoscenze, responsabilità e autonomia, valorizzando l’intero percorso formativo».
Cosa cambia davvero con la Maturità 2026
Con meno materie all’orale e maggiore attenzione al profilo personale, l’esame di Stato del 2026 punta a misurare non solo la preparazione disciplinare, ma anche la capacità dello studente di raccontare e interpretare il proprio percorso scolastico. Una trasformazione che segna uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni.
FAQ – Maturità 2026
Quali sono le materie della seconda prova alla Maturità 2026?
Dipendono dall’indirizzo di studio. Al liceo classico è stato scelto il latino, allo scientifico la matematica, al linguistico la lingua straniera 1, alle scienze umane scienze umane. Nei tecnici restano le discipline di indirizzo.
Quante materie ci sono all’orale della Maturità 2026?
Il colloquio orale riguarda quattro materie, definite dal Ministero per ciascun indirizzo. Non si viene più interrogati su tutte le discipline dell’ultimo anno.
Le materie dell’orale sono uguali per tutti?
No. Cambiano in base alla scuola frequentata. Ad esempio al classico sono previste italiano, latino, storia e matematica, mentre allo scientifico italiano, matematica, storia e scienze naturali.
È obbligatorio sostenere l’orale alla Maturità 2026?
Sì. L’esame è valido solo se lo studente partecipa a tutte le prove, compreso il colloquio orale. Chi rifiuta volontariamente l’orale rischia la non ammissione.
Il documento a sorpresa all’orale esiste ancora?
No. È stato eliminato. Il colloquio parte dal curriculum dello studente, che riassume il percorso scolastico e formativo complessivo.
Lo sapevi che?
- La parola “Maturità” torna ufficialmente nella denominazione dell’esame, dopo essere stata eliminata dai testi normativi nel 1997.
- Il bonus finale per gli studenti migliori è stato ridotto: alla Maturità 2026 il massimo è di 3 punti.
- Con 6 in condotta, anche se si viene ammessi all’esame, è obbligatorio presentare un elaborato su cittadinanza attiva durante il colloquio.






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