Il governo italiano ha fatto un primo passo concreto per sostenere il settore automotive nel 2026, concentrando le risorse pubbliche non sull’acquisto diretto di auto nuove, ma su strumenti considerati più accessibili per famiglie, imprese e industria nazionale. La novità principale riguarda gli incentivi per la trasformazione delle auto esistenti da benzina a GPL o GNL, inseriti nel nuovo Fondo Automotive 2026-2030 da circa 1,6 miliardi di euro complessivi.

Nuove risorse, vecchie auto: 21 milioni per il retrofit

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presentato al Tavolo Automotive la ripartizione delle risorse che, pur non comprendendo incentivi per l’acquisto di vetture nuove, introduce un pacchetto di sostegni per la domanda. In questa quota, pari a circa 400 milioni di euro, rientrano:

  • Bonus colonnine per la ricarica elettrica domestica;
  • Leasing sociale per il noleggio a lungo termine di veicoli elettrici;
  • Retrofit a gas con 21 milioni di euro destinati alla conversione da benzina a GPL e metano di auto già immatricolate;
  • Incentivi per ciclomotori, motocicli e quadricicli elettrici;
  • Ecobonus veicoli commerciali leggeri (VCL).

Questa scelta esclude per ora gli incentivi all’acquisto di nuove auto che in passato hanno caratterizzato le politiche di sostegno alla mobilità sostenibile ma che non sono stati rifinanziati nei piani attuali.

Perché il retrofit?

La misura sul retrofit è vista dal governo e da parte dell’industria come una risposta pragmatica alle esigenze delle famiglie italiane, soprattutto in un mercato dove l’acquisto di un’auto nuova rappresenta ancora un costo elevato per molti. Il retrofit permette di aggiungere un impianto a GPL o GNL a un’auto a benzina già circolante, con il duplice vantaggio di abbattere le emissioni di CO₂ e inquinanti locali e di prolungare la vita utile del veicolo, riducendo indirettamente l’impatto ambientale senza obbligare alla rottamazione.

L’associazione di settore Assogasliquidi-Federchimica ha accolto positivamente l’annuncio, ribadendo che le tecnologie a gas sono già disponibili e orientate verso versioni con componenti bio e rinnovabili. L’associazione ha inoltre chiesto di valutare un’estensione della misura anche ai veicoli più datati e a quelli intestati a persone giuridiche.

Industria e filiera: 1,2 miliardi per innovazione e investimenti

Il restante 75% del Fondo Automotive, ossia circa 1,2 miliardi di euro, è dedicato a sostenere l’offerta industriale. Queste risorse finanziano:

  • Accordi per l’innovazione, orientati alla ricerca e sviluppo;
  • Contratti di sviluppo per investimenti produttivi, con particolare attenzione alle imprese più piccole della filiera.

L’obiettivo è rafforzare la competitività della filiera automotive italiana, accompagnando i produttori e i fornitori nella transizione verso tecnologie più sostenibili.

Quando partiranno gli incentivi

Al momento non è ancora stata fissata una data ufficiale di partenza delle nuove misure: esse saranno disciplinate da un DPCM in corso di definizione. L’auspicio del governo è che le risorse diventino operative già nei primi mesi del 2026, evitando i ritardi registrati nei cicli precedenti, quando gli incentivi arrivarono con mesi di ritardo rispetto agli annunci ufficiali.

In sintesi: il pacchetto incentivi 2026 mette al centro soluzioni di transizione accessibili, puntando sulla conversione di auto esistenti e sul sostegno alla mobilità sostenibile, mentre il grosso delle risorse va alla ricerca e agli investimenti delle imprese italiane dell’auto.

Fonti:

FAQ

Quando partono gli incentivi auto 2026 per il retrofit a GPL e metano?

Al momento non esiste una data ufficiale di avvio. Le misure saranno attivate tramite un DPCM in fase di definizione. L’obiettivo dichiarato dal governo è rendere operativi gli incentivi nei primi mesi del 2026, evitando i ritardi già registrati in passato.

A quanto ammontano gli incentivi per la trasformazione a gas delle auto?

Per il retrofit a GPL e metano sono stati stanziati 21 milioni di euro complessivi nel periodo 2026-2030, all’interno del Fondo Automotive. Le risorse sono destinate alla conversione di auto a benzina già immatricolate, non all’acquisto di veicoli nuovi.

Sono previsti incentivi per comprare auto nuove nel 2026?

No. Il piano 2026 non prevede incentivi all’acquisto di auto nuove. Il governo ha scelto di concentrare le risorse su misure alternative, come retrofit a gas, colonnine di ricarica, leasing sociale e veicoli commerciali leggeri.

Chi finanzia gli incentivi auto 2026 e con quali risorse?

Gli incentivi rientrano nel Fondo Automotive 2026-2030, pari a circa 1,6 miliardi di euro, presentato dal ministro Adolfo Urso.
Il 25% delle risorse (400 milioni) è destinato ai cittadini, mentre il 75% (1,2 miliardi) va al sostegno dell’industria automotive e della componentistica.

Perché il governo punta sul retrofit a gas invece che sull’elettrico?

Il retrofit viene considerato una soluzione di transizione accessibile, perché consente di ridurre emissioni e costi senza obbligare all’acquisto di un’auto nuova. È pensato soprattutto per famiglie e automobilisti con veicoli ancora funzionanti, che non possono sostenere una spesa elevata per il cambio dell’auto.