La vicenda del bambino di undici anni lasciato a piedi sotto la neve nel Bellunese si chiude senza strascichi giudiziari e senza escalation pubbliche. Dopo giorni di attenzione mediatica, i genitori di Riccardo hanno accettato le scuse dell’autista del bus, il siciliano Salvatore Russotto. Un incontro riservato, una stretta di mano, parole misurate. E una decisione netta: fermarsi qui.

L’incontro tra la famiglia del bambino e l’autista della  si è svolto a porte chiuse nella giornata di ieri, domenica 1 febbrario. Oggi, in diretta su Rai1, entrambe le parti hanno confermato la volontà di chiudere la vicenda ed evitare ulteriori polemiche pubbliche.

Cosa è successo

Riccardo, undici anni, dopo la scuola non era stato fatto salire sull’autobus che collega San Vito di Cadore a Vodo di Cadore perché privo del cosiddetto “biglietto olimpico”. Il bambino era stato costretto a rientrare a casa a piedi, camminando per chilometri nella neve e nel freddo.

L’episodio aveva suscitato reazioni forti, soprattutto per il contesto: una tratta montana, condizioni climatiche rigide, un minore coinvolto. Da lì, la rapida amplificazione sui media nazionali.

Perché la vicenda si è chiusa così

Il punto di svolta è arrivato con l’incontro diretto tra l’autista e i genitori del bambino, reso possibile dalla trasmissione 1Mattina News.

Salvatore Russotto, 61 anni, che già aveva espresso le sue scuse per quanto successo, ha raccontato in diretta il momento del confronto: “Ho potuto stringerle la mano ed è stata una cosa bella, dai, diciamo che ci siamo rinfrancati a vicenda”.

Parole semplici, senza giustificazioni pubbliche né contro-accuse. La famiglia, dal canto suo, ha scelto una linea altrettanto netta. Il padre di Riccardo, Andrea Zuccolotto, ha spiegato: “Abbiamo compreso la sua situazione e come famiglia riteniamo di evitare questa gogna mediatica nei suoi confronti e per noi la questione è chiusa”.

Una posizione ribadita anche dalla madre del bambino, che ha confermato: “Sì, per me si conclude qua”.

Le implicazioni per la comunità

Per chi vive in aree montane, questo caso ha toccato un nervo scoperto. Trasporti essenziali, distanze non banali, clima ostile. La famiglia lo ha detto chiaramente. La scelta di chiudere non riguarda solo loro, ma l’intera comunità: “È quello che speriamo per noi, per la comunità, e anche per il signor Russotto”.

Cosa fare se accade di nuovo

  • Genitori: verificare sempre il tipo di biglietto richiesto sulle tratte locali, soprattutto in periodi di regole straordinarie.
  • Scuole: coordinarsi con aziende di trasporto per segnalare studenti pendolari.
  • Autisti: chiedere linee guida scritte per la gestione dei minori in caso di irregolarità del titolo di viaggio.
  • Comuni: chiarire pubblicamente eventuali deroghe in condizioni meteo avverse.

FAQ

Un autista può rifiutare un minore senza biglietto?
Dipende dal regolamento aziendale, ma l’episodio ha evidenziato la mancanza di protocolli specifici per situazioni di rischio.

Ci sono state conseguenze disciplinari?
Non risultano provvedimenti comunicati pubblicamente. La vicenda è stata chiusa tra le parti.

La famiglia presenterà denuncia?
No. I genitori hanno dichiarato che per loro “la questione è chiusa”.