Un tentativo di mascherare un furto sotto forma di goliardia non è bastato a risparmiare le manette a un giovane di Paternò. L’episodio si è consumato nella tarda mattinata in piazza Regina Margherita, nel cuore del centro cittadino, dove una donna è stata derubata del proprio telefono cellulare. A rendere rapida ed efficace l’operazione dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile è stata la conoscenza diretta tra la vittima e il malfattore. La donna infatti, nel contattare il Numero Unico di Emergenza 112, ha fornito con precisione le generalità dell’autore del gesto, permettendo ai militari di indirizzare immediatamente le ricerche.
Il sospettato, un ventiduenne già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, è stato rintracciato in breve tempo presso la sua abitazione. Sentendosi braccato, il giovane ha consegnato spontaneamente il dispositivo ai carabinieri, tentando tuttavia di giustificarsi con una versione dei fatti difficilmente sostenibile. Ha infatti dichiarato di aver sottratto lo smartphone alla donna per puro divertimento, con l’intenzione di restituirlo poco dopo per concludere quello che ha definito uno scherzo.
La tesi del giovane è stata però smentita dai fatti tecnici riscontrati dai militari durante i primi accertamenti sull’apparecchio. Nonostante il telefono fosse esternamente integro e ancora acceso, ogni dato personale della proprietaria era sparito. Una volta giunta in caserma per formalizzare la denuncia, la vittima ha confermato che il dispositivo era stato completamente formattato e riportato alle impostazioni di fabbrica, un’operazione chiaramente finalizzata a cancellare le tracce della legittima provenienza del bene piuttosto che a preparare una restituzione goliardica.
Alla luce degli elementi raccolti, per il ventiduenne è scattato l’arresto con l’accusa di furto. Sebbene valga per lui la presunzione d’innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto validi gli indizi prodotti dai Carabinieri convalidando il provvedimento e disponendo per il giovane la misura degli arresti domiciliari. Il telefono cellulare, dopo le procedure di rito, è tornato finalmente nelle mani della proprietaria.






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