Giusi Patti Holmes
Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".
La Sicilia, com’è noto, ha un territorio ad alto rischio sismico e idrogeologico. Lo sappiamo noi, comuni cittadini e, a maggior ragione, chi ci governa che, oltre al sapere, potrebbe, pure, fare se solo se ne occupasse e non si perdesse in attività di sicuro impatto, ma buone solo a gettare fumo negli occhi: Festival di ogni genere, sagre, viaggi e chi più ne ha più ne metta. D’altronde, questa è l’epoca dell’apparenza, dell’esserci quando, ormai, tutto è avvenuto, delle passerelle, delle strette di mano, degli occhi spalancati, degli abbracci e delle tante parole. Questa è l’epoca in cui lo sport preferito dei nostri politici è quello dello scaricabarile che se fosse una disciplina olimpica ci vedrebbe su tutti e tre i gradini del podio.
La nostra Sicilia è una terra amata dagli Dei ma, purtroppo, profanata dagli uomini, ferita e friabile che, ogni volta che viene colpita da una calamità, si sente ripetere: “È necessaria la messa in sicurezza”. Ma quando si capirà che abbiamo bisogno di fatti e non di aria fritta?
Ma facciamo un passo indietro. Il 19 gennaio 2026 il ciclone Harry strazia, soprattutto, la Sicilia orientale, distruggendo i lungomare di molte località, invadendo prepotentemente case che, addirittura, a Niscemi vengono inghiottite da una frana, che sta continuando a divorare la cittadina nissena che, come una pasta frolla, si sta sgretolando. Per non parlare dei 1300 sfollati senza più un presente e spaventati, per come vanno le cose in Italia, da un incertissimo futuro. Dimostrazione di ciò è che per la Sicilia sarebbero stati stanziati dal Governo solo 33 milioni di euro, anche se i danni ammonterebbero a due miliardi e più. Ma in tutto ciò, sapete chi è il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare? Il nostro Nello Musumeci, fino al 2022 Presidente della Regione, che fa spallucce, affermando che questo era un “disastro annunciato”. Mi chiedo, allora, cosa abbia fatto da Presidente della Regione Siciliana, prima, e da Ministro, subito dopo, per questo territorio.
Il nostro, in fondo, è un paese che, a seconda da chi e da dove lo si guarda, può essere tanto tragico, quanto macchiettistico. Ad esempio, chi penserebbe a opere faraoniche, come il Ponte di Messina, in una regione che ha una rete ferroviaria per l’85% a binario unico e circa la metà non elettrificata e che, dopo il passaggio di Harry, si ritrova con binari sospesi nel vuoto e territori isolati perché le strade di collegamento sono crollate? Per la proprietà transitiva, chi si accollerebbe, oltre a noi italiani, un Ministro, colmo dei colmi, delle Infrastrutture, da noi inesistenti e in tutta Italia “ammaccate” che, come un bimbo a cui vogliono togliere il giocattolo, davanti a tutto questo scempio, continua a dire che i soldi per il Ponte non si toccano, aggiungendo, anzi, che: “Col Ponte in caso di eventi disastrosi anche i soccorsi potrebbero arrivare più velocemente?” Ma c’è o ci fa? Il Ministro, nonché vice premier, il 30 gennaio, dopo 11 giorni dal passaggio di Harry e lo stesso di questa dichiarazione, è venuto in Sicilia, non a Niscemi, però, ma a Furci Siculo, tra amici, essendoci un sindaco della Lega, Matteo Francilia che, ad onor del vero, è molto preparato anche a detta dei “comunisti”, come li chiama la destra, di Propaganda Live che, oltre a intervistare lui, hanno raccontato egregiamente il momento buio che la nostra Isola sta attraversando. Forse temeva che a Niscemi l’accoglienza non sarebbe stata altrettanto affettuosa o che le sue parole riguardo il Ponte non sarebbero state prese bene?
Purtroppo noi siciliani abbiamo un grandissimo difetto che è la gentilezza anche con chi non la meriterebbe, non solo perché non la pratica, ma perché se ne fotte dei nostri problemi, altrimenti metterebbe da parte il suo progetto e stornerebbe i milioni del Ponte nella ricostruzione e nell’ammodernamento delle infrastrutture, che dovrebbero essere di sua pertinenza, anche se, com’è noto, sono il suo ultimo pensiero Peraltro la sua costruzione potrebbe provocare, come molti esperti hanno affermato, sismi di grande intensità. A tal proposito, il 7 agosto 2025, dichiarava: “Terremoti devastanti avrebbero effetti terribili sulle città, non sul Ponte sullo Stretto”; quindi, secondo questa “equazione”, fondamentale non è la messa in sicurezza, ma continuare con un’ opera che, sicuramente, non è la principale priorità dei siciliani.
Ciliegina sulla torta, il Presidente della Regione Renato Schifani nominato Commissario Straordinario per la ricostruzione post-ciclone. Nonostante l’importanza di questo incarico, finora, è riuscito a ottenere da Roma solo 33 milioni di euro, non 100 come racconta qualcuno, fingendo di non sapere che la somma è da dividere per 3 in quanto destinata, oltre che alla Sicilia, anche alla Sardegna e alla Calabria. Certe volte penso che la vera calamità per l’Italia siano certi politici che, come la gramigna, invadono i terreni. Nonostante tutto, anche se mi verrebbe da dire che “se il buongiorno si vede dal mattino”…, essendo una speranzosa voglio convincermi che, anche, per la mia amata Sicilia, il bicchiere, da vuoto, diventerà pieno.
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