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Sicilia: emergenza climatica, responsabilità pubblica e dovere della prevenzione

La Sicilia, insieme ad altre regioni del Mezzogiorno — Calabria e Sardegna — è stata duramente colpita dal passaggio del Ciclone Harry, un evento meteorologico di eccezionale intensità che ha causato gravi danni alle coste, alle infrastrutture, alle attività produttive e alla sicurezza dei cittadini.

Mareggiate violente, precipitazioni persistenti e venti impetuosi hanno messo a dura prova territori già fragili. In Sicilia, tuttavia, al disastro naturale si è sommata una tragedia che interpella direttamente le responsabilità pubbliche: quanto accaduto a Niscemi.

La frana che ha colpito il centro abitato rappresenta un evento drammatico per le famiglie coinvolte, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, e per un’intera comunità segnata da paura e incertezza. Ma è doveroso ricordare che quel dissesto era noto da oltre vent’anni, oggetto di studi, segnalazioni e valutazioni di rischio. A quella conoscenza non è seguita, nel tempo, una risposta strutturale adeguata in termini di prevenzione e messa in sicurezza.

Superata la fase iniziale di comprensibile sconforto, si registra oggi un attivismo istituzionale diffuso, che accogliamo con senso di responsabilità. È tuttavia indispensabile che tale fermento sia esclusivamente orientato alla tutela dei cittadini colpiti, al ripristino delle condizioni di sicurezza e alla ricostruzione secondo criteri di sostenibilità e legalità, evitando qualsiasi forma di utilizzo distorto dell’emergenza.

I primi stanziamenti destinati agli interventi urgenti appaiono non proporzionati all’entità complessiva dei danni. Al contempo, la Regione Siciliana ha avviato misure di sostegno attraverso bandi di ristoro per famiglie e imprese e strumenti di finanziamento agevolato per le aziende colpite dal Ciclone Harry. Le informazioni ufficiali sono disponibili sulla piattaforma IRFIS e sui canali istituzionali della Regione.

A tali risorse si aggiunge la possibilità di accedere a fondi europei, richiamata anche nel Decreto della Presidenza della Repubblica del 30 gennaio 2026. Si tratta di un’opportunità significativa che impone, però, rigore assoluto nella gestione, piena trasparenza amministrativa e un sistema di controlli efficace, soprattutto laddove si ricorra a procedure straordinarie in deroga alla normativa ordinaria.

Come ricordava Mazzarino:

«Se tal’uno stato un pezzo involto ne’ i vizi, ad un tratto comparisce virtuoso, stenta a credergli, e abbilo per sospetto.»

Il richiamo alla vigilanza non è espressione di sfiducia preconcetta, ma esercizio di responsabilità democratica. Le risorse destinate all’emergenza e alla ricostruzione devono essere impiegate con correttezza, efficacia e nel pieno interesse collettivo, individuando soggetti attuatori responsabili e adeguatamente controllati.

La Sicilia non ha bisogno di interventi episodici o emergenziali reiterati. Ha bisogno di programmazione, prevenzione e rispetto del territorio.



Luogo: Taormina, largo degli eponomi, S. N., TAORMINA, MESSINA, SICILIA

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