È una corsa contro il tempo a Riposto per dare risposte rapide e garantire l’ormeggio delle unità di pesca che non possono attraccare al porto commerciale, gravemente danneggiato dal ciclone Harry. In quest’ottica oggi si è svolto un sopralluogo congiunto al primo bacino turistico di Riposto, individuato come possibile soluzione temporanea, con il sindaco Davide Vasta, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, geom. Giuseppe Messina, il comandante della Capitaneria di Porto, Tenente di Vascello Arturo Laudato, e i tecnici del Dipartimento regionale delle Infrastrutture, del Genio Civile, del Dipartimento della Pesca. Il primo bacino non è attualmente utilizzabile senza una serie di interventi indispensabili. Oltre alla rimozione del materiale ammassato e dei numerosi corpi morti presenti sott’acqua, sono necessari lavori di ripristino degli impianti elettrico e idrico, la predisposizione di un impianto antincendio temporaneo, il rifacimento di parti della pavimentazione, la verifica strutturale delle bitte di ormeggio, la posa di nuove catenarie e il ripristino della recinzione perimetrale. Stima approssimativa degli interventi 750 mila euro

 “Oggi abbiamo fatto un sopralluogo accurato, andando sui luoghi e visionando la documentazione in possesso del Comune – spiega il primo cittadino – Qualcuno nei giorni scorsi ha improvvidamente annunciato che, una volta sgomberato il materiale depositato, il primo bacino sarebbe stato subito utilizzabile per l’ormeggio dei pescherecci. È vero che esiste un collaudo del 2008, ma per chi conosce bene la vicenda era già evidente che molte opere realizzate allora non esistono più a causa di vandalismi, incuria, maltempo e, da ultimo, del ciclone Harry. 



Quel collaudo va necessariamente rivisto. Non è sufficiente – prosegue Davide Vasta – rimuovere il materiale presente nel primo bacino: vanno collaudate nuovamente diverse opere, comprese le bitte di ormeggio, perché questo bacino nasce per il diportismo e non per pescherecci da 50 o 60 tonnellate. Esiste anche il problema dell’impianto antincendio, che cercheremo di risolvere con una soluzione temporanea per non perdere tempo. I tecnici del Genio Civile e del Dipartimento Infrastrutture sono stati chiari: servono tra i 60 e i 90 giorni solo per la rimozione del materiale e dei corpi morti, poi serviranno altri lavori di ripristino. Nella migliore delle ipotesi serviranno sei mesi. Dire il contrario significa raccontare una realtà che non esiste, ingenerando ancora una volta false aspettative. Sarebbe opportuno informarsi bene prima di diffondere notizie che non hanno alcuna attinenza con la realtà”.


 Nel frattempo, l’amministrazione comunale sta lavorando su soluzioni alternative per affrontare l’emergenza imminente: “Stiamo cercando – prosegue Davide Vasta – di recuperare almeno un centinaio di metri di banchina al molo foraneo, intervenendo in somma urgenza nelle aree non interessate da danni strutturali. Abbiamo già predisposto una relazione e ci auguriamo che venga autorizzata, così da guadagnare spazio per i pescherecci che torneranno in mare nei prossimi mesi. Se non riusciremo a garantire tutti gli ormeggi necessari, ci confronteremo con l’assessorato regionale alla Pesca e alle Infrastrutture per individuare ulteriori soluzioni, anche usufruendo di altri porti della costa ionica. L’impegno e la volontà – conclude – ci sono da parte di tutti gli enti interessati e oggi ne ho avuto ulteriore dimostrazione”.

 Il Comune di Riposto continuerà a informare costantemente pescatori e cittadini solo sulla base di dati ufficiali e verificati, nella consapevolezza che la priorità resta garantire sicurezza, operatività e risposte concrete a un comparto fondamentale per l’economia della riviera ionica.

Luogo: RIPOSTO, CATANIA, SICILIA

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