Omicidio doloso, occultamento di cadavere, associazione mafiosa, armi e violenze. È il pesantissimo bilancio criminale dei due  stranieri espulsi nelle ultime ore dalla Sicilia dopo aver scontato le condanne nelle carceri siciliane. Reati commessi nell’isola, che hanno portato al loro rimpatrio eseguito dagli agenti dell’Ufficio immigrazione della Questura di Siracusa.

Cosa hanno fatto

Nel primo caso, un cittadino di nazionalità mauriziana, condannato in via definitiva per omicidio doloso e occultamento di cadavere per fatti avvenuti nella provincia di Catania, è stato prelevato dalla Casa di reclusione di Noto subito dopo la fine della pena ed accompagnato nel Paese di origine.

Nel secondo episodio, un cittadino nigeriano, scarcerato per fine pena dal carcere di Siracusa, è stato ritenuto responsabile di associazione a delinquere di tipo mafioso, rissa, porto abusivo di armi e lesioni personali. Nei suoi confronti è stato emesso un decreto di espulsione con contestuale trattenimento in Centro di permanenza per i Rimpatri, in attesa dell’imminente rimpatrio.

Irregolari in Italia e in Sicilia: i numeri del fenomeno

Secondo le stime del Ministero dell’Interno e i dati elaborati dalle forze dell’ordine, in Italia si contano oltre 100 mila cittadini stranieri presenti in condizione di irregolarità, ossia privi di un titolo di soggiorno valido.

La Sicilia continua a rappresentare il principale punto di approdo e di prima gestione del fenomeno migratorio: oltre la metà degli sbarchi registrati sul territorio nazionale avviene infatti sulle coste dell’Isola. Un dato che rende la regione centrale non solo nell’accoglienza, ma anche nelle attività di identificazione, controllo e, nei casi previsti dalla legge, di rimpatrio.

Espulsioni: il ruolo della Sicilia nel 2025

Nel corso del 2025, secondo dati diffusi da fonti istituzionali, in Italia sono state eseguite circa 7.000 espulsioni, in aumento rispetto all’anno precedente. La Sicilia ha contribuito in maniera significativa a questo numero, attraverso l’attività delle Questure e degli Uffici Immigrazione provinciali, in particolare nei confronti di persone con precedenti penali o ritenuti socialmente pericolosi.

Come funziona l’espulsione dal territorio italiano

L’espulsione di un cittadino straniero è disciplinata dal Testo Unico sull’Immigrazione e può essere disposta per diversi motivi: soggiorno irregolare, ingresso clandestino, pericolosità sociale o gravi ragioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Il provvedimento viene emesso dal Prefetto o dal Ministero dell’Interno e può prevedere: l’accompagnamento immediato alla frontiera, il trattenimento in un CPR in attesa del rimpatrio, oppure un ordine di allontanamento volontario entro un termine stabilito. Nei casi più complessi o delicati, come quelli riguardanti soggetti con precedenti penali gravi, viene quasi sempre disposto il trattenimento presso un CPR, per evitare il rischio di fuga e garantire l’effettiva esecuzione del rimpatrio.

La linea del Governo: più rimpatri e procedure accelerate

Il Governo nazionale ha più volte ribadito, anche attraverso dichiarazioni del Ministero dell’Interno e del Viminale, la volontà di rafforzare il sistema dei rimpatri, puntando su accordi bilaterali con i Paesi di origine e sull’ampliamento della rete dei CPR.  L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre la presenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale, con particolare attenzione ai soggetti che hanno commesso reati o che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica, accelerando le procedure e rendendo effettivi i provvedimenti di espulsione.