A Leonforte, nel cuore dello storico quartiere della Granfonte, il maltempo degli ultimi giorni ha restituito una preziosa testimonianza del passato. A seguito di alcuni smottamenti causati dalle piogge incessanti, è emerso — a circa 2,50 metri di profondità — un manufatto idraulico di sicuro interesse archeologico a pochi passi dalla celebre Fontana delle Ninfe.
L’associazione SiciliAntica (comprensorio di Assoro-Leonforte-Nissoria) ha prontamente mobilitato i propri esperti per analizzare il sito. Secondo i primi rilievi, si tratta di una galleria-canale scavata direttamente nel banco roccioso calcarenitico. La volta presenta un accurato rivestimento in malta, una soluzione tecnica probabilmente adottata per impedire ai detriti della roccia friabile di inquinare o intorbidire il flusso idrico. Il condotto attraversa il sottosuolo di diverse abitazioni private prima di confluire nel sistema sotterraneo della sorgente principale di San Cristoforo. L’opera è verosimilmente databile al XVII secolo, epoca della fondazione del borgo, sebbene non si escludano origini ancora più remote.
Come sottolineato dall’archeologo Alfredo Crimì, di SiciliAntica, che da anni studia l’antica Leonforte dei Branciforti, il ritrovamento è fondamentale per ricostruire l’articolato sistema idraulico che alimentava le monumentali fontane seicentesche del Giardino delle Ninfe e della Sicula Tempe (il Giardino Grande). Questo sistema di cunicoli ha garantito l’approvvigionamento idrico della città per secoli, fino a quando, nel settembre 1926, fu inaugurato il primo acquedotto cittadino. Quest’ultimo, progettato dall’ingegnere Arena, comprendeva fra l’altro un grande serbatoio in conci di pietra intagliati a mano, dove convogliavano le acque della sorgente San Cristoforo.
L’eccezionale scoperta archeologica pone l’accento sulla fragilità intrinseca del tessuto urbanistico situato ai piedi dell’antico Palazzo Branciforti, un’area caratterizzata da una complessa stratificazione storica che impone un approccio gestionale improntato alla massima prudenza.
Gli esperti di SiciliAntica evidenziano la necessità di adottare protocolli rigorosi per ogni futuro intervento su strade o edifici ricadenti nel quartiere, suggerendo di privilegiare tecniche di restauro conservativo e consolidamento mirato piuttosto che opere demolitive che potrebbero alterare l’equilibrio statico della zona. Risulta fondamentale valutare attentamente l’impatto di scavi e lavori infrastrutturali attraverso un monitoraggio costante del sottosuolo, al fine di prevenire cedimenti o danni irreversibili al patrimonio archeologico ancora celato. La tutela deve estendersi non solo alle strutture monumentali già note, ma anche alla fitta rete di cunicoli e manufatti storici che costituiscono l’ossatura invisibile della città. Solo preservando intatta la ricchezza storica di Leonforte ed evitando rischi di dissesto idrogeologico o strutturale sarà possibile tramandare questo prezioso legame con il passato alle generazioni future.
L’Associazione ringrazia i propri soci per la tempestiva documentazione del ritrovamento e l’Amministrazione Comunale che, sotto la guida del Sindaco, è intervenuta prontamente per mettere in sicurezza l’area, garantendo la protezione dei cittadini e la stabilità delle abitazioni circostanti.
Luogo: Giardino delle Ninfe, Via Granfonte, LEONFORTE, ENNA, SICILIA


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