Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla crescente criticità abitativa nella città di Catania, dove l’incremento degli sfratti e dei pignoramenti per morosità incolpevole sta determinando un aumento significativo delle persone costrette a vivere in strada. Non si tratta di un fenomeno contingente né di un’emergenza improvvisa, bensì di una condizione strutturale che da anni incide sul tessuto sociale cittadino e che oggi impone una risposta chiara, stabile e coerente con i principi costituzionali.
In tale contesto si colloca l’iniziativa del Movimento/Rete in strada, promosso da realtà associative impegnate quotidianamente nel sostegno ai senza dimora italiani e stranieri, tra cui Civico Zero, Lhive Diritti Prevenzione, Centro Astalli, Casa della Mercede, OULP, Sunia, Restiamo umani e Incontriamoci. I legali che assistono tali realtà hanno indirizzato una lettera formale alla neoassessora ai Servizi Sociali del Comune di Catania, Serena Spoto, chiedendo chiarimenti in merito ai dormitori attivi nella Città Metropolitana, con particolare riferimento alla loro accessibilità, alla disponibilità effettiva dei posti e ai regolamenti che ne disciplinano il funzionamento.
La richiesta si fonda sull’esigenza di verificare la piena rispondenza dei servizi al modello della “bassa soglia”, inteso quale metodo di accompagnamento privo di barriere burocratiche e realmente accessibile alle persone in condizioni di grave marginalità. Le Linee Guida per il contrasto alla grave emarginazione adulta, approvate in sede di Conferenza Unificata il 5 novembre 2015, costituiscono un riferimento normativo chiaro per l’azione degli enti locali, in coerenza con l’articolo 25 della Nazioni Unite e con i principi di tutela della dignità umana sanciti dalla Costituzione italiana.
Il diritto all’abitare rappresenta una condizione imprescindibile per l’esercizio di ogni altro diritto fondamentale. L’assenza di un luogo sicuro in cui dormire compromette l’accesso alla salute, al lavoro, all’istruzione e alla piena partecipazione alla vita sociale. Per tale ragione, la questione dei dormitori pubblici a bassissima soglia non può essere relegata a tema assistenziale, ma deve essere riconosciuta quale ambito prioritario delle politiche di giustizia sociale.
In questa prospettiva, il Coordinamento ritiene che le scuole e le istituzioni educative di Catania siano chiamate a svolgere un ruolo essenziale di sensibilizzazione e di formazione critica. Gli studenti che quotidianamente vivono e attraversano la città si confrontano, spesso in modo silenzioso, con la presenza di persone in condizioni di estrema vulnerabilità. È compito della comunità educante trasformare tale esperienza in occasione di riflessione consapevole sui diritti umani, sul significato concreto della dignità della persona e sulla responsabilità collettiva che deriva dall’appartenenza a una medesima comunità civica.
L’educazione ai diritti umani non può limitarsi all’enunciazione di principi astratti, ma deve favorire la comprensione dei fenomeni sociali che interessano il territorio, promuovendo negli studenti un atteggiamento di partecipazione informata e di rispetto verso ogni condizione di fragilità. La consapevolezza del diritto all’abitare come diritto fondamentale costituisce un passaggio decisivo nella formazione di cittadini responsabili e attenti al bene comune.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che il dialogo tra il Movimento/Rete in strada e l’Amministrazione comunale possa svolgersi in tempi rapidi e in un clima di collaborazione istituzionale, nella convinzione che trasparenza, confronto e pianificazione strutturale rappresentino strumenti imprescindibili per affrontare in modo efficace una questione che incide profondamente sulla coesione sociale della città.
Affermare il diritto a un riparo dignitoso significa riaffermare il valore della persona. In questa consapevolezza si fonda l’impegno educativo e civile che il Coordinamento intende continuare a promuovere nel territorio di Catania.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU
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