Avrebbero studiato le case da colpire con sopralluoghi mirati, scegliendo con attenzione le abitazioni e muovendosi con metodo. Una vera e propria organizzazione, secondo gli investigatori, specializzata in furti di gioielli e preziosi. Per questo, ad Augusta, da mesi non si sarebbe parlato altro che della “banda dei gioielli” che avrebbe agito con metodo ed organizzazione.

Le misure

Gli agenti del Commissariato di Augusta hanno eseguito sei misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura. I destinatari sono cinque uomini, tutti augustani, accusati a vario titolo di furto e tentato furto in abitazione e di ricettazione.

Il bilancio dei provvedimenti è pesante: tre persone sono state condotte in carcere, una è finita agli arresti domiciliari e per altre due è stato disposto il divieto di dimora nel territorio di Augusta. Una delle ordinanze non è stata eseguita perché l’indagato si troverebbe attualmente all’estero.

Colpi mirati tra centro e zona Monte

Le indagini hanno fatto luce su cinque episodi avvenuti tra la fine del 2024 e l’estate del 2025, in un periodo in cui in città era cresciuta l’attenzione per una serie di furti in abitazione concentrati sia nel centro storico sia nella zona “Monte”.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo agiva con uno schema preciso: prima i sopralluoghi per individuare le abitazioni più vulnerabili, poi l’azione. In alcune circostanze gli indagati avrebbero indossato tute bianche da lavoro, un espediente utile a confondersi e a rendere più difficile l’identificazione. Nel mirino soprattutto case con casseforti contenenti gioielli in oro, preziosi e denaro contante. Colpi rapidi, mirati, con un bottino di valore.

La pista dei gioielli e il recupero della refurtiva

Un passaggio chiave per le indagini è stato il recupero di parte della refurtiva. Due degli indagati sarebbero stati intercettati a Catania mentre tentavano di vendere alcuni gioielli rubati. Il sequestro dei preziosi ha consentito alle vittime di riconoscere i propri beni, rafforzando il quadro indiziario.  Fondamentali sarebbero state intercettazioni telefoniche, servizi di pedinamento e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dai furti.

Il procedimento

Gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Le accuse saranno ora vagliate nel corso dell’iter processuale davanti all’autorità giudiziaria. Intanto, per Augusta, si chiude una fase segnata da furti che avevano generato preoccupazione tra i residenti.