Si avvia verso la fase processuale l’inchiesta sulla violenta rapina che, nell’estate del 2024, aveva scosso la comunità di Mineo. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a due uomini di 37 e 33 anni, entrambi residenti a Lentini. I due sono ritenuti i responsabili dell’assalto alla filiale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, avvenuto il 20 agosto dello scorso anno in pieno centro cittadino.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il colpo sarebbe stato pianificato con cura. Il trentasettenne, infatti, si sarebbe presentato in banca già il giorno precedente, poco prima dell’orario di chiusura, fingendo di chiedere informazioni con il volto parzialmente coperto da berretto e occhiali da sole. Un sopralluogo strategico che gli avrebbe permesso di studiare gli accessi e le difese dell’istituto. Il giorno seguente è scattata l’azione vera e propria: l’uomo è entrato nei locali e, dopo aver divelto un supporto in plexiglas, lo ha usato per aggredire un dipendente, trascinandolo con violenza verso l’area delle casseforti.
L’azione criminale è proseguita con l’ingresso del complice trentatreenne, fatto entrare attraverso la forzatura della porta a bussola. Mentre il dipendente veniva bloccato per il collo e minacciato, i malviventi riuscivano a impossessarsi di circa 1.020 euro trovati in una cassaforte aperta. Prima di fuggire, la vittima è stata ulteriormente umiliata e derubata del proprio portafoglio personale. Ad attendere i due rapinatori all’esterno c’era un terzo complice, rimasto ignoto, a bordo di un’auto con targa contraffatta.
Il tentativo di nascondere le proprie identità dietro travisamenti e targhe false è però naufragato grazie al lavoro capillare dei Carabinieri della Stazione di Mineo. Attraverso l’incrocio dei filmati dei sistemi di videosorveglianza comunale e un’attenta attività di raccolta informazioni sul territorio, i militari sono riusciti a risalire ai due siracusani. Per il trentasettenne la posizione si aggrava ulteriormente: l’uomo è infatti accusato di aver violato l’obbligo di soggiorno a Lentini, misura di prevenzione a cui era sottoposto e che ha ignorato proprio per compiere la trasferta criminale a Mineo. Per entrambi gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.






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