Un’opera strategica per la sanità del Mezzogiorno, con un investimento complessivo che sfiora i 400 milioni di euro, destinata a rafforzare il sistema dei trapianti e della ricerca biomedica in Sicilia. È Il Sole 24 Ore, nell’edizione odierna, a dare conto dei passi avanti per la realizzazione del nuovo centro di ricerca Ismett a Carini, in provincia di Palermo. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico, il cronoprogramma prevede la pubblicazione del bando ad aprile 2026, l’avvio dei lavori a novembre dello stesso anno e la consegna dell’opera entro dicembre 2029.

Un investimento pubblico da quasi 400 milioni

Il nuovo polo, ribattezzato per comodità “Ismett 2”, nasce dalla partnership tra la Regione Siciliana, attraverso l’Arnas Civico di Palermo, e Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), con il coinvolgimento della Fondazione Ri.MED, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per promuovere e sostenere progetti di ricerca nel campo delle biotecnologie. L’investimento pubblico ammonta a 348,8 milioni di euro a carico del Governo italiano, cui si aggiungono 50 milioni della Regione Siciliana destinati alla componente tecnologica. A questi si sommano 18,9 milioni di euro di Upmc Italyper la progettazione. L’appalto per la sola infrastruttura vale 348 milioni di euro, mentre le tecnologie saranno oggetto di una gara separata.

Iter amministrativo e validazione del progetto

A fare il punto sullo stato di avanzamento, come riferisce Il Sole 24 Ore, è Angelo Luca, direttore generale di Ismett e amministratore delegato di Upmc Italy. Il percorso istituzionale è iniziato a maggio 2024 e si trova ora nella fase conclusiva della Conferenza dei servizi. Uno snodo decisivo è rappresentato dalla validazione del progetto esecutivo, passaggio necessario prima della pubblicazione di una gara di tali dimensioni. La verifica riguarda la completezza degli elaborati, la coerenza economica e la piena “cantierabilità” dell’opera, con l’obiettivo di ridurre il rischio di contenziosi, varianti e rallentamenti durante l’esecuzione.

In un iter ordinario, questa fase richiederebbe l’affidamento a un soggetto terzo tramite una gara dedicata. Per accelerare i tempi, l’Agenzia del Demanio nazionale si è resa disponibile a svolgere direttamente l’attività di verifica attraverso una convenzione con la Regione Siciliana, ancora da firmare.

Invitalia e il cronoprogramma dei lavori

Parallelamente, Invitalia, con cui è stata firmata una convenzione nell’ottobre scorso come stazione appaltante qualificata, sta predisponendo la documentazione di gara. L’obiettivo dichiarato è pubblicare il bando ad aprile, avviare i lavori a novembre 2026 e completare l’intervento entro dicembre 2029. Il progetto architettonico è firmato dallo studio di Renzo Piano, affiancato da una grande società di ingegneria italiana. Upmc ha promosso e finanziato sia il progetto definitivo sia quello esecutivo, includendo la supervisione artistica dello studio durante l’esecuzione dei lavori. La scelta di sviluppare il progetto esecutivo prima della gara ha consentito di procedere in parallelo con le autorizzazioni, recuperando circa dodici mesi rispetto a un iter sequenziale.

Caratteristiche del nuovo polo sanitario

Il complesso si estenderà su 60.000 metri quadrati, di cui 45.000 destinati ad aree cliniche. La struttura sarà articolata in due corpi paralleli di quattro piani fuori terra, collegati da un volume centrale dedicato ad accoglienza e uffici, con una piastra semi-interrata su due livelli per diagnostica, tecnologia e logistica. Il nuovo centro di Carini disporrà di 253 posti letto, tutti in camere singole, di cui 36 di terapia intensiva e 217 convertibili in sub-intensiva. Sono previste 14 sale operatorie più 6 sale ibride, 24 posti Pacu (post-anestesia) e 50 ambulatori. Particolare attenzione è riservata alla gestione del rischio infettivo: circa il 50% delle camere sarà a pressione negativa, misura pensata per rafforzare la resilienza della struttura anche in scenari pandemici.

Un ecosistema integrato tra cura e ricerca

Il programma clinico comprenderà trapianti addominali, cardiaci, toracici e pediatrici, oltre alla gestione di patologie cardiache, polmonari, oncologiche, neurologiche e muscoloscheletriche. Il nuovo polo sarà parte di un “ecosistema traslazionale” integrato con il Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Ri.MED. La prossimità fisica tra i due centri, secondo quanto riportato, consentirà di ridurre i tempi tra scoperta scientifica e applicazione clinica, favorendo trial più rapidi, terapie personalizzate e trasferimento tecnologico. Il modello integra cura, ricerca e formazione, con l’obiettivo di attrarre talenti e generare ricadute economiche attraverso lo sviluppo di competenze e imprese biotech.