Un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, attiva tra l’Italia e la Spagna e con epicentro operativo nella provincia di Catania, è stata smantellata dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) e dagli agenti della Polizia spagnola. L’operazione, denominata ‘Barcellona Express/Farfalla’ è stata sviluppata sotto la direzione della Procura etnea e dell’Autorità giudiziaria spagnola, con il coordinamento di Eurojust e della Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo di Roma, nonché il supporto dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) e della Direzione centrale servizi antidroga (Dcsa).

Dodici misure cautelari

Dodici le misure cautelari eseguite: sei in Italia (arresti domiciliari) e altrettanti in Spagna (2 ordinanze di custodia cautelare in carcere e divieto di espatrio e obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per gli altri 4). Tutti sono indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale organizzato di sostanze stupefacenti, con l’aggravante per il promotore della disponibilità di armi, detenzione e spaccio di droga e riciclaggio. Contestualmente sono stati sequestrati in Italia e in Spagna beni mobili, immobili, attività finanziarie e contanti per un valore totale di circa un milione di euro (tra cui una villa di pregio in un quartiere residenziale di Barcellona e 5 tra auto e moto).

Eseguite molteplici perquisizioni in provincia di Catania e di Barcellona, che hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 1.670 piante di cannabis, materiali e strutture per tre piantagioni “indoor” e oltre 40.000 euro di denaro contante. Nel complesso, hanno preso parte alle attività 80 finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello Scico e 65 agenti della Policia Nacional spagnola.

Il capo dell’organizzazione

A capo dell’organizzazione internazionale dedita al traffico di droga e smantellata dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello Scico e dagli agenti della Polizia spagnola nella maxi operazione ‘Barcellona Express/Farfalla’ c’era un 47enne catanese, A.C., trasferitosi da tempo a Barcellona.

Per gli investigatori, coordinati dalla Procura etnea e dell’Autorità giudiziaria spagnola, sarebbe stato lui a gestire sia la produzione in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità sia l’approvvigionamento dello stupefacente da fornitori terzi, organizzando, inoltre, i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per il rifornimento delle piazze di spaccio della Sicilia orientale.

L’uomo, di recente arrestato in flagranza in Spagna per possesso di marijuana e destinatario della misura del divieto di espatrio, è stato rintracciato a Catania, dove si era recato qualche giorno fa violando le prescrizioni. La sua compagna, R.S., 44 anni, anche lei catanese, si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e lavorazione della droga, con mansioni di conta e valutazione dei quantitativi, di controllo dell’aspetto del prodotto nonché di gestione degli ambienti di coltivazione (sistemi di irrigazione, trattamenti antiparassitari). Entrambi sono indagati anche per riciclaggio.

Altri tre catanesi due fratelli di 54 e 53 anni e un 48enne, invece, si sarebbero occupati di trasferire in Spagna i profitti della vendita della droga nel Catanese, aiutando anche nella gestione delle piantagioni indoor di stupefacente. I due fratelli avrebbero anche nascosto la droga in un immobile nella loro disponibilità a Belpasso, occupandosi anche dello spaccio, mentre il 48enne avrebbe contribuito a finanziare l’attività criminale del gruppo, detenendo, insieme a un 35enne anche lui catanese la ‘cassa comune’ per pagare i compensi agli appartenenti al gruppo criminale.

La droga nascosta nei bancali di frutta e verdura

Fiumi di droga dall’Italia alla Spagna nascosti in bancali di frutta e verdura ma anche in sacchi di mangime. Così l’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacente, smantellata dalla Guardia di finanza di Catania, faceva arrivare marijuana e hashish dalla penisola ibera sulle piazze di spaccio della Sicilia orientale. Dodici le persone arrestate dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e dello Scico e dagli agenti della Polizia spagnola.

Per tutti l’accusa, a vario titolo, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale organizzato di sostanze stupefacenti, con l’aggravante per il promotore della disponibilità di armi, detenzione e spaccio di droga e riciclaggio. Gli investigatori, diretti dalla Procura etnea e dall’Autorità giudiziaria spagnola, con il coordinamento di Eurojust e della Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo di Roma e con il supporto di Europol e della Direzione centrale servizi antidroga, sono riusciti a documentare l’evoluzione nel tempo dei metodi di occultamento della droga. In una prima fase, il trasposto sarebbe avvenuto su ‘gomma’, nascondendo il narcotico all’interno di bancali di frutta e verdura caricati su autocarri diretti a Catania dopo la tratta di mare Barcellona-Civitavecchia.

In una fase successiva, invece, l’organizzazione avrebbe occultato le partite di droga all’interno di grossi sacchi di mangime per animali domestici attraverso un complicato sistema di apertura e richiusura a caldo, in modo da rendere difficoltosa l’individuazione della droga in caso di controlli di polizia. In ultimo, spiegano gli investigatori, il gruppo criminale avrebbe diversificato ulteriormente il trasporto verso l’Italia, utilizzando anche rotte marittime.