Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
Il dato Svimez è impietoso per il Sud, Sicilia compresa e compressa. In poco più di 20 anni sono spariti 350.000 laureati trasferitisi al Nord Italia, a cui aggiungere 63.000 che si sono recati all’estero. Poi ci sono quelli che avendo studiato direttamente all’estero, e nella quasi totalità dei casi rimasti fuori per lavoro, non rientrano nelle statistiche italiane. Un’emorragia di capitale umano che desertifica di neuroni e competenze una parte rilevante del paese. Ed in questo in Sicilia raggiungiamo la vetta, a cui aggiungere la più alta concentrazione di neet, ragazzi che non studiano né lavorano, in Europa. Vogliamo inoltre sottolineare che in Sicilia c’è una dispersione scolastica da record europeo, in particolare nelle periferie delle città metropolitane
Se vogliamo sintetizzare il dato la Sicilia ha puntato come
strategia di sviluppo sull’ignoranza, ed ha vinto a mani basse, diventando la
regione più povera d’Italia, con oltre il 25% della popolazione in povertà.
Forse non è chiaro ai cittadini siciliani, ed in particolare alla sua classe
dirigente, che l’ignoranza, che in grandi strati della popolazione sembra quasi
distintiva, provoca salari bassi quando non povertà. Se poi in grandi quartieri
di Palermo o Catania si vive quasi esclusivamente allo stato delinquenziale, una
domanda dovremmo porcela. È stato sempre così? No, la situazione è peggiorata,
e non avendo creato negli ultimi decenni politiche di sostegno al capitale
umano questo è semplicemente evaporato. E non sono solo problematiche connesse
a salari o retribuzioni. Spesso i ragazzi più preparati si recano in luoghi
dove la qualità di vita, servizi, opportunità di vario tipo, sono maggiori. La
classifica sulla qualità di vita del Sole 24 ore ci pone da quando è nata agli
ultimi posti. Qualcuno in Sicilia ha mai tentato di studiarne i parametri e tentato
di invertire qualche dato, non dico tutti, ma uno o due?
Sembra che a noi siciliani questa cosa non interessi, ma
interessa molto, moltissimo, a quelli che se ne vanno, e non sono i peggiori,
anzi, di quelli non se ne va nessuno e fanno tendenza. Ignoranti e poveri.
Negli anni cinquanta c’era stato il successo del film “Poveri ma belli”, ma
dipingeva un paese prima del boom economico, poi l’ascensore sociale si mise in
moto e non potendo fare nulla per i brutti almeno diventarono meno poveri,
molti lavorando e molti studiando. Oggi tutto questo trend a creare condizioni
sociali, culturali, economiche migliori
rispetto al passato sembra si sia invertito. La Sicilia di quando ero ragazzo mi
sembrava migliore, nonostante alcuni precisi problemi, e mi riferisco alla
Mafia, con più speranze di quella di adesso. Oggi c’è un’isola vecchia che ha
invertito la curva demografica diventando la seconda regione, dopo la Liguria,
più vecchia d’Italia, dove non si fanno più figli, quelli fatti emigrano e,
incredibile, i nonni li seguono. Quale vecchio vuole restare senza affetti e
senza nessuno che pensi a lui.
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