Il 2026 si apre con una frattura nel settore della sanità privata italiana. Dopo anni di attesa e trattative finite in un vicolo cieco, Confintesa Sanità ha proclamato lo stato di agitazione. Il rischio? Un blocco nazionale dei servizi che potrebbe paralizzare cliniche e RSA in tutto il Paese.
Il Cuore del Conflitto, Le Risorse economiche:
Il punto di rottura è chiaro: le associazioni datoriali (Aiop e Aris) si trovano in difficoltà nel rinnovare il CCNL se le Regioni non dovessero garantire prima la copertura totale dei costi. pre-inflattiva.
Analisi delle Diseguaglianze: Pubblico vs. Privato:
Oggi, lavorare nel privato accreditato significa spesso svolgere le stesse mansioni dei colleghi del pubblico, ma con tutele nettamente inferiori.
Ambito Sanità Pubblica Sanità Privata (Stallo)
Salari Adeguati progressivamente Erosione del potere d’acquisto
Diritti Tutele piene (malattia, ferie, permessi) Normative obsolete e inferiori
Flessibilità Piani di conciliazione vita-lavoro Carenza di strumenti di welfare
Contratti Quadro normativo unitario Frammentazione e abuso di Partite IVA
Le 4 Piaghe del Settore
I sindacati pongono l’accento su quattro criticità non più rimandabili:
• Adeguamento Salariale: L’inflazione ha divorato gli stipendi; serve un aumento che restituisca dignità economica a oltre 300.000 professionisti.
• Revisione dei Profili: Le competenze cliniche sono evolute, ma le classificazioni contrattuali sono rimaste al secolo scorso.
• Stop al “Dumping” Contrattuale: Basta contratti “pirata” o difformi all’interno della stessa filiera assistenziale.
• Controllo sull’Accreditamento: Richiesta di verifiche stringenti: chi riceve fondi pubblici deve applicare contratti dignitosi e rispettare i parametri del personale.
“Non si può fare impresa sulla pelle dei lavoratori e sulla salute dei cittadini fragili. Se le strutture sono accreditate, devono garantire standard pubblici, non solo nei servizi, ma anche nei diritti di chi quegli stessi servizi li eroga.” – Dichiara Confintesa Sanità.
Quali rischi per i cittadini?
Se la situazione non dovesse sbloccarsi, le conseguenze colpiranno direttamente l’utenza:
• Esodo del personale: Infermieri e medici in fuga verso il pubblico o l’estero, lasciando le strutture private sguarnite.
• Allungamento delle liste d’attesa: Un sistema privato in crisi non può supportare efficacemente il Servizio Sanitario Nazionale.
• Calo della qualità assistenziale: Lo stress psicofisico degli operatori e la carenza di organico minano la sicurezza delle cure, specialmente per anziani e disabili.
Prospettive:
La palla passa ora al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni. Senza una mediazione politica forte che scardini il muro contro muro tra datori di lavoro e sindacato, lo sciopero nazionale non sarà più un’ipotesi, ma una certezza.
“Mi auguro che la situazione si risolva al più presto, la situazione ormai non è più gestibile, abbiamo centinaia di miglia di lavoratori che hanno una retribuzione che ormai è stata erosa dall’inflazione, mi piace ricordare l’Art.01 dell nostra costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e l’Art.36 “Diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità/qualità del lavoro e comunque sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa. Fissa il diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, diritti irrinunciabili”; ecco mi soffermerei sulla parola “dignitosa”, ormai la dignità lavorativa dei lavoratori della sanità privata è stata persa; rispetto all’analisi del problema che abbiamo esposto in questo articolo, vorrei aggiungere che il nocciolo della questione non è l’individuazione di chi sia materialmente la colpa del mancato rinnovo del CCNL, ma che il rinnovo avvenga e nel più breve tempo possibile, poi verrà il tempo dei plausi o delle accuse”, così dichiara il Dr. Domenico Amato, Segretario Nazionale di Confintesa Sanità.
Luogo: Segreteria Nazionale Confintesa Sanità, Via Giovan Battisti Vcacarini, 1, PALERMO, PALERMO, SICILIA
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.






Commenta con Facebook