Domenico, il bambino di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, è morto nella mattinata di oggi, sabato 21 febbraio, dopo un progresso peggioramento delle sue condizioni cliniche a seguito di un trapianto di cuore che aveva ricevuto il 23 dicembre 2025.
Il decesso e la nota ufficiale dell’ospedale Monaldi
Secondo la comunicazione rilasciata dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi, la morte del piccolo è stata determinata da “un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche” dopo circa 60 giorni di ricovero. La direzione dell’ospedale ha espresso profondo dolore e cordoglio alla famiglia, sottolineando l’impegno degli operatori sanitari nel corso di questo difficile percorso.
Il bambino, da tempo in terapia intensiva e collegato a un sistema di supporto vitale extracorporeo (ECMO), non ha mai recuperato dopo l’operazione. Le condizioni critiche negli ultimi giorni avevano portato alla decisione condivisa con la famiglia di procedere con un piano di cure orientato alla sola terapia del dolore e al rispetto del decorso naturale della malattia.
La catena di eventi che ha portato alla tragedia
Domenico era affetto da una grave forma di cardiomiopatia fin dalla prima infanzia, condizione che lo aveva reso candidato necessario a un trapianto di cuore. Nel dicembre 2025 era stato individuato un cuore compatibile e si era proceduto all’intervento. Tuttavia, l’organo era arrivato danneggiato e non conforme alle normative di trasporto specifiche per organi da trapiantare: avrebbe subito un contatto con ghiaccio secco invece del ghiaccio tradizionale con monitoraggio della temperatura, con un rischio di danneggiamento severo dei tessuti.
Questo errore nella fase di trasporto è al centro di un’indagine interna e delle verifiche delle autorità competenti per comprendere eventuali responsabilità o violazioni delle procedure. Negli ultimi giorni sei operatori sanitari erano già stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito di queste verifiche.
Le reazioni delle istituzioni e della comunità medica
A seguito dell’annuncio della morte del piccolo, sono giunte espressioni pubbliche di cordoglio da parte di diverse istituzioni e organizzazioni professionali. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia ha diramato una nota in cui esprime “il più profondo cordoglio” per la perdita di Domenico e rivolge ai colleghi coinvolti “un sentimento di solidale prossimità”, ricordando “la ferita profonda per l’intera comunità sanitaria e civile” causata dal dramma.
In ambito politico e istituzionale, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, attraverso un post sul suo profilo X, ha affidato ai social un messaggio di preghiera e vicinanza:
“Una preghiera per il piccolo Domenico. Che Dio possa accoglierlo tra le sue braccia. Il coraggio della sua mamma, Patrizia, sia d’esempio a tutti noi. Oggi ci stringiamo al suo dolore. Un dolore che sento mio dal profondo del cuore. Riposa in pace, piccolo angelo”.
L’ultimo saluto e l’estrema unzione
Al momento del decesso, accanto alla famiglia erano presenti anche rappresentanti del clero. Il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha somministrato al piccolo Domenico l’estrema unzione come atto di conforto spirituale in vista della scomparsa.
I genitori del bambino, Patrizia e Antonio, avevano già nei giorni scorsi deciso insieme ai medici di evitare forme di accanimento terapeutico, optando per una gestione delle cure che privilegiasse la qualità della vita residua e l’alleviamento del dolore fisico.






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