Il piccolo Domenico, due anni e mezzo, è morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un lungo percorso clinico culminato in un trapianto di cuore effettuato il 23 dicembre, che sarà al centro delle indagini. L’intervento rappresentava un passaggio decisivo nel trattamento della patologia di cui soffriva sin dalla nascita: una cardiopatia congenita.

Il decorso post-operatorio è stato complesso. Il bambino è rimasto ricoverato in terapia intensiva di cardiochirurgia ed è stato assistito tramite ECMO, il sistema di supporto vitale che sostituisce temporaneamente le funzioni cardiache e polmonari. Nelle ultime ore di vita, secondo quanto comunicato dall’ospedale, si è verificato un “improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche”.

Cos’è una cardiopatia congenita

La cardiopatia congenita è una malformazione del cuore presente fin dalla nascita. Può interessare:

  • le valvole cardiache;
  • i setti che separano le cavità del cuore;
  • le arterie principali;
  • le connessioni tra cuore e polmoni.

Non si tratta di una singola malattia ma di un insieme di condizioni diverse per struttura e impatto clinico.

Alcune forme consentono una vita normale con controlli periodici. Altre richiedono interventi chirurgici precoci e monitoraggi costanti.

Quanto è diffusa

Le cardiopatie congenite rappresentano il difetto congenito più frequente. In Italia si stima che circa 8 bambini su 1.000 nati vivi presentino una forma di malformazione cardiaca.

La diagnosi può avvenire:

  • in epoca prenatale, tramite ecografia fetale;
  • alla nascita;
  • nei primi mesi di vita.

I sintomi possono includere difficoltà respiratoria, affaticamento, scarso accrescimento e problemi di ossigenazione.

Quando si arriva al trapianto di cuore

Il trapianto cardiaco pediatrico non è una scelta immediata. È una procedura riservata ai casi in cui:

  • la funzione cardiaca non è più adeguata;
  • gli interventi correttivi non sono risolutivi;
  • le terapie farmacologiche non garantiscono stabilità.

Nel caso di Domenico, il trapianto era stato programmato come parte del percorso terapeutico seguito negli ultimi due anni e mezzo.

Il 23 dicembre l’intervento è stato eseguito al Monaldi. L’organo trapiantato si è rivelato danneggiato, complicando il decorso clinico.

Cos’è l’ECMO e perché viene utilizzato

Durante il ricovero, Domenico è stato sostenuto tramite ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana).

Si tratta di una tecnologia che:

  • ossigena il sangue all’esterno del corpo;
  • sostiene la circolazione quando il cuore non è in grado di farlo autonomamente;
  • viene utilizzata nei casi più complessi.

L’ECMO è un supporto temporaneo, utilizzato per stabilizzare il paziente in attesa di recupero o di ulteriori decisioni terapeutiche.

Il dibattito sull’accanimento terapeutico

La vicenda ha generato anche discussioni pubbliche sull’eventuale accanimento terapeutico. A intervenire è stato Padre Alfredo Tortorella, cappellano dell’ospedale Monaldi, che ha dichiarato: “Io vivo all’interno del Monaldi tutti i giorni. Ho colto dall’esterno uno sfogo, sentenze di ogni tipo. Per chi sta dentro la prospettiva è diversa. C’è una legge del 2017 che regola questi aspetti e non si può fare eutanasia. Non si può parlare di accanimento terapeutico quando non c’è, perché non è etico né morale”.

Il riferimento è alla legge 219 del 2017, che disciplina consenso informato, pianificazione delle cure e limiti dei trattamenti sanitari.

FAQ – Cardiopatia congenita

Cos’è una cardiopatia congenita?
È una malformazione del cuore presente dalla nascita.

È una malattia rara?
No. È il difetto congenito più frequente.

Si può curare?
Dipende dal tipo. Alcune forme richiedono interventi chirurgici, altre solo monitoraggio.

Quando è necessario il trapianto?
Quando il cuore non riesce più a garantire una funzione adeguata nonostante terapie e interventi.