Di Sofia La Rosa
Disparità di trattamento fra i lavori della sede di Palermo e tutti gli altri dipendenti in Italia. E’ quanto contestano i lavoratori della 2Talk, call center con sede a anche a Palermo operante con numerose aziende dal marchio noto, che protestano contro quelli che definiscono contratti “pirata” e conseguenti paghe insufficiente e tutele ridotte.
I lavoratori si sono riuniti, oggi, in assemblea. Erano in 250 e si sono incontrati nella sede Fistel Cisl di Palermo per discutere della loro vertenza. Durante l’incontro è emersa una disparità di trattamento da parte dell’azienda nei confronti dei dipendenti. Secondo quanto rilevato, la stessa azienda garantirebbe il contratto nazionale nelle altre sedi italiane, assicurando retribuzioni adeguate, mentre i 250 lavoratori palermitani resterebbero penalizzati dall’applicazione dei contratti che ritengono appartenere alla categoria dei “pirata”.
L’assemblea erra stata convocata con un ordine del giorno preciso: richiedere l’applicazione del contratto nazionale delle Telecomunicazioni e porre termine ai contratti “pirata”, che prevedono: paga oraria di 6,50 euro lordi, malattia non retribuita e tutele ridotte.
Chi è e cosa fa 2Talk
La 2Talk è un’azienda call center composta da 250 operatori impiegati a tempo indeterminato. I dipendenti si occupano di gestire le chiamate per importanti clienti, come Unipol Assistance, Unipol Move, Aci, Leroy Merlin, MediaWorld e Intesa San Paolo. L’azienda è al momento al centro di una vertenza con i lavoratori che contestano l’applicazione dei contratti “pirata”, ovvero accordi che prevedono una retribuzione inferiore rispetto ai principali contratti nazionali. Questi accordi peggiorano ferie, permessi e retribuzioni, danneggiando i lavoratori.
La paga di 6,50 euro lordi è considerata inaccettabile dai sindacati rispetto ai criteri del CCNL Telecomunicazioni, perché ritenuta insufficiente a garantire una retribuzione adeguata e dunque svantaggiosa per i lavoratori.
La Fistel Cisl ha espresso forte sostegno alla vertenza: “Non ci arrenderemo fino a che a questi lavoratori non sarà riconosciuta la giusta tutela contrattuale” sostengono dal sindacato.
Al culmine del confronto la vertenza si sposerà a Roma: domani mercoledì 25 febbraio, infatti, si terrà una riunione nazionale con i vertici aziendali per fare chiarezza sulla disparità contrattuale lamentata.






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