Sono 350 le domande di ristoro per i danni dovuti al ciclone Harry fino ad ora arrivate sulla specifica piattaforma aperta dell’Irfis su indicazione e incarico della Regione siciliana. Si tratta di primi interventi economici non certo esaustivi ma che servono a  fornire liquidità a chi è stato danneggiato e si trova con le attività ferme oltre che semidistrutte.

Palazzo d’Orleans contro le interpretazioni distorte

E stamani Palazzo d’Orleans torna sulla vicenda per contestare la lettura che viene fatta della situazione. “In riferimento ad alcuni titoli di articoli pubblicati stamattina, al fine di evitare equivoci o interpretazioni non corrette che possano generare disorientamento tra cittadini e imprese duramente colpiti dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, Palazzo d’Orleans ritiene opportuno rilasciare alcune precisazioni ” si legge nella nota proveniente dagli uffici della Presidenza della Regione.

I dati ad oggi

La piattaforma della Regione, attualmente attiva attraverso l’Irfis, è finalizzata esclusivamente all’erogazione del primo ristoro, in coerenza con quanto previsto dall’ordinanza nazionale di Protezione civile. Tale misura prevede l’assegnazione di 20.000 euro per ciascuna impresa. Ad oggi risultano circa 350 richieste presentate, dato ancora provvisorio, in attesa del consolidamento previsto entro venerdì, per un fabbisogno complessivo stimato intorno ai 7 milioni di euro, che sono già disponibili e che verranno erogati con tempestività nel giro di qualche giorno. E quindi non risponde al vero che le risorse non sono sufficienti.

Sono ben altre le risorse destinate ai danni patiti dalle imprese

Diversamente, ⁠per i danni alle imprese vi si farà fronte con risorse nazionali e regionali, ivi compresa la misura di sostegno agli investimenti che sarà discussa nella prima seduta utile di giunta. Si ricorda, inoltre, che la Regione ha già destinato 680 milioni di euro per far fronte alle emergenze.

L’appello dei balneari

Intanto dalle imprese balneari arriva un appello perchè lo Stato vigili sull’attuazione di alcune norme di legge a cominciare dallo stop ai mutui previsto per decreto ma che alcune banche siciliane non stanno attivando