La discussione in Consiglio comunale sui debiti fuori bilancio ha riportato al centro il tema della gestione del benessere animale a Palermo. A intervenire è stato l’assessore Fabrizio Ferrandelli, che ha ricostruito l’origine delle passività e difeso il nuovo corso avviato dall’amministrazione Lagalla.
“Approfittando della recente discussione in Consiglio Comunale riguardo l’approvazione di debiti fuori bilancio relativi al passato, mi sembra utile chiarire, innanzitutto, al Consiglio stesso la genesi di tali debiti e, successivamente, rassicurare la cittadinanza sulle politiche attive dell’amministrazione comunale in merito al benessere animale”.
Ferrandelli ha puntato il dito contro un sistema radicato negli anni precedenti. “Negli anni passati – ha dichiarato – era prassi consolidata trasferire i cani abbandonati presso strutture private convenzionate, con la discutibile pratica di esportarli, addirittura, presso rifugi nel Casertano. Questa soluzione ha generato costi esosi per la collettività, aggravando il bilancio comunale e creando notevoli difficoltà in termini di vigilanza, gestione ed adozione degli animali. Mi sono recato personalmente in diverse occasioni presso tali strutture per verificare la loro conduzione e per risolvere un contenzioso che ha permesso di risparmiare circa mezzo milione di euro, e tutto ciò a pochi mesi dal mio insediamento”.
“Questa prassi – ha proseguito – unita alla mancata copertura delle esigenze economiche strutturali per spese obbligatorie del settore benessere animale, ha portato il settore fuori controllo, causando contenziosi, come quello che ha generato il debito fuori bilancio votato nella seduta di Consiglio Comunale di ieri, risalente alla gestione del 2021″.
Diritti degli animali e ruolo delle adozioni
Secondo Ferrandelli, il problema non era solo economico. La gestione precedente avrebbe inciso anche sulla qualità della vita degli animali.
“Oltre a essere estremamente costosa per la collettività, questa modalità di gestione era dannosa anche per i diritti degli animali. I rifugi, per quanto ben tenuti, non possono sostituire l’affettività domestica che le politiche di adozione possono garantire. Inoltre, la lontananza dei rifugi convenzionati dal centro cittadino complicava il lavoro delle associazioni animaliste, ostacolando l’incontro tra i potenziali adottanti e gli animali”.
Da qui la scelta di interrompere i trasferimenti fuori città e puntare sulle politiche attive di adozione, in collaborazione con il terzo settore: “Grazie al prezioso contributo delle associazioni animaliste, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comune di Palermo, la nostra amministrazione ha posto fine al trasferimento degli animali presso rifugi privati, incentivando politiche attive di adozione. Questo ha portato a un risultato straordinario: più di 1300 animali adottati in pochi mesi, con un risparmio diretto per la pubblica amministrazione di ben 2,2 milioni di euro annui. Un risparmio che, anziché gravare sulle tasche dei cittadini, è stato reinvestito per garantire il benessere degli animali e una gestione più efficiente delle risorse comunali”.
Un dato che si inserisce in un quadro più ampio: “Questa prassi ci incoraggia anche a seguito del deliberato di queste ultime ore di Anac che nei veri passaggi in merito alla gestione degli animali da parte dei Comuni evidenzia che ‘se diminuisce il numero degli animali da accudire, si riducono di conseguenza le spese per i municipi già in difficoltà economiche’ puntando alla condivisione con il terzo settore. Deliberato rispetto la quale Palermo é stata profeticamente anticipatrice.”
Canile riqualificato e stop alle spese veterinarie
La nuova impostazione ha riguardato anche le strutture comunali. L’amministrazione ha avviato, infatti, diversi interventi di riqualificazione e manutenzione: “Abbiamo riqualificato e rigenerato gli spazi delle strutture del nostro canile, con nuovi interventi di manutenzione, box di ultima generazione e nuove aree di sgambamento. Questo ha permesso di garantire il benessere degli ospiti nelle strutture e ha creato un ambiente più sicuro e adeguato per i nostri amici a quattro zampe, riducendo ulteriormente i costi per la collettività”.
Un capitolo centrale riguarda le spese veterinarie, che in passato incidevano in modo significativo sul bilancio comunale: “Abbiamo azzerato le spese veterinarie che negli anni passati gravavano pesantemente sulle casse comunali, sostituendo il precedente sistema che favoriva cliniche veterinarie private, con un risparmio di circa 1,5 milioni di euro grazie alla collaborazione con il servizio veterinario dell’ASP, che effettua gratuitamente tutti gli interventi necessari presso il canile sanitario di via Tiro a segno”.
Bilancio strutturato e risparmi per 3 milioni l’anno
“Il sindaco” – ha spiegato Ferrandelli – ha garantito, in fase di bilancio, un appostamento annuale di circa 700.000 euro, che copre tutte le spese necessarie per la cura e il mantenimento degli animali. Grazie a questa pianificazione economica, siamo riusciti a effettuare gare per l’acquisto dei mangimi e a gestire meglio le risorse, con significativi risparmi su scala. Questo significa che, oltre a garantire il benessere degli animali, abbiamo realizzato un’efficiente gestione delle risorse pubbliche, con risparmi annui complessivi di circa 3 milioni di euro per le casse comunali”.
Le somme oggi coprono in modo puntuale le principali voci di spesa:
- Mangime per gli animali (circa 180.000 euro);
- Ritiro e smaltimento delle carcasse (circa 20.000 euro);
- Mantenimento dei cani presso rifugi privati (circa 450.000 euro);
- Spedizione di animali per adozioni fuori comune (circa 25.000 euro);
- Acquisto di beni di consumo (cucce, ciotole, secchi, etc.) circa 30.000 euro.
A questo si aggiungono i contributi regionali. Per il secondo anno consecutivo, abbiamo partecipato con successo alla richiesta di contributi da parte degli enti locali della Regione Siciliana per la cura degli animali, certificando le spese sostenute e ottenendo significativi rimborsi che hanno ulteriormente alleggerito le casse comunali, con un rimborso pari a 200.000 euro“.
“Settore ora gestito in modo impeccabile”
Ferrandelli rivendica una gestione strutturata e sostenibile: “Con questi dati, posso affermare con assoluta certezza che il settore del benessere animale, sotto l’amministrazione Lagalla, è ora gestito in modo impeccabile, con appostamenti in bilancio adeguati e corretti. Il risparmio complessivo annuo per le casse comunali è di circa 3 milioni di euro, risorse che non solo migliorano la gestione del settore, ma che vengono reinvestite per il benessere degli animali e per garantire che le politiche di adozione continuino a produrre risultati concreti. In futuro, grazie alla nostra gestione oculata, non sarà più necessario ricorrere a risanamenti di debiti costosi, come quello discusso ieri, né ad altri debiti simili derivanti dalla gestione del 2022″.
E poi ha concluso: “Mi ha anche fatto sorridere vedere chi, oggi, chiedesse conto della gestione passata, quando io stesso contestavo con forza quelle stesse politiche che ora sembrano aver dimenticato”.
La gestione del benessere animale diventa così terreno di confronto politico, ma anche banco di prova per misurare l’efficacia della spesa pubblica. I dati segnano un cambio di rotta con meno contenziosi, più programmazione e una gestione che punta a coniugare tutela degli animali e sostenibilità dei conti pubblici.






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