La chiamano già, nei corridoi della politica siracusana, la “settimana nera” di Giuseppe Carta. Due scosse consecutive — prima a Lentini, poi a Priolo — che hanno incrinato equilibri delicati nel centrodestra e prodotto un effetto domino fino al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, dove il presidente Michelangelo Giansiracusa ha deciso di azzerare tutte le deleghe ai consiglieri.
La scossa subita dal Mpa
Un atto formalmente motivato come “passaggio di chiarezza politica” e “rilancio dell’azione amministrativa”, ma che arriva dopo giorni in cui il Movimento per l’Autonomia – Grande Sicilia, pilastro della maggioranza provinciale, ha subito due battute d’arresto politiche pesantissime.
Il primo colpo: Lentini
Il primo segnale è arrivato da Lentini. La mozione di sfiducia contro il sindaco Rosario Lo Faro, presentata dagli stessi consiglieri del Mpa, non è passata. Ma non è stata solo una sconfitta numerica.
Nel corso del voto si è consumato un inatteso cambio di scenario: la sfiducia non è stata approvata e il sindaco è rimasto in carica. Un esito che ha provocato la reazione immediata della direzione provinciale del partito, con l’espulsione dei quattro consiglieri definiti “traditori”. Un cortocircuito politico che ha messo in evidenza tensioni interne e fragilità nella gestione dei rapporti di forza.
Il secondo colpo: Priolo
Se Lentini ha segnato una battuta d’arresto, Priolo Gargallo ha rappresentato uno spartiacque. La maggioranza del sindaco Pippo Gianni ha bocciato volontariamente il Dup 2026-2027-2028, determinando di fatto lo scioglimento del Consiglio comunale.
Una mossa politica precisa: governare fino alla fine del mandato senza l’aula consiliare e, soprattutto, senza un’opposizione strutturata, dove il Mpa e Diego Gerratana, che studia per diventare sindaco, avevano un ruolo centrale.
Il terremoto politico e l’effetto domino
Con lo scioglimento è decaduto Diego Gerratana, figura di primo piano del Mpa-Grande Sicilia, che oltre a essere consigliere comunale era anche consigliere del Libero Consorzio e vicepresidente con deleghe pesanti: Viabilità, Trasporti e Mobilità intercomunale, Ambiente e Sostenibilità territoriale, Rapporti con il Consiglio. Ed è qui che il terremoto locale si è trasformato in un problema provinciale.
L’onda lunga sul Libero Consorzio
Il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e la presidenza di Giansiracusa poggiano politicamente sull’asse con Mpa-Grande Sicilia guidato da Carta. La caduta di Priolo ha quindi inciso direttamente sugli equilibri dell’ex Provincia.
Da qui la decisione di azzerare le deleghe.
Giansiracusa parla di “fase di riassetto politico-istituzionale” e sottolinea che l’azzeramento rappresenta “un passaggio di chiarezza politica e di rilancio dell’azione amministrativa e strategica dell’Ente”.
Il presidente richiama la necessità di “stabilità, coerenza e rafforzamento dell’azione politica e amministrativa” e lancia un appello a tutte le forze presenti in Consiglio affinché prevalga “il senso di responsabilità”.
Parole che, lette nel contesto, suonano come la presa d’atto che la maggioranza non è più blindata come appariva fino a poche settimane fa.
Il momento politico di Carta
Giuseppe Carta, sindaco di Melilli e deputato regionale, è uno dei riferimenti più importanti del Centrodestra siracusano, non a caso, è il socio di maggioranza dell’amministrazione di Siracusa ed influenza anche quella di Augusta, i due Comuni più importanti della provincia.
Il progetto Mpa-Grande Sicilia rappresenta una componente decisiva nello scacchiere provinciale, ma gli ultimi eventi hanno aperto interrogativi sulla tenuta della leadership territoriale. La doppia sconfitta — prima la mancata sfiducia a Lentini, poi la gestione “forzata” del Dup a Priolo — ha esposto il movimento a una fase di turbolenza politica.
Nel centrodestra siracusano convivono più anime: Fratelli d’Italia, Forza Italia, le liste civiche territoriali e l’area autonomista. Gli equilibri sono delicati e ogni scossone locale può avere ripercussioni su scala provinciale.
Con lo sguardo già proiettato verso le elezioni regionali del 2027, la partita che si gioca oggi nei Comuni e al Libero Consorzio è molto più ampia: riguarda la leadership futura del centrodestra nel Siracusano e la capacità dei suoi protagonisti di tenere insieme alleanze e ambizioni.
Una nuova fase
L’azzeramento delle deleghe non è solo un atto amministrativo. È il segnale di una nuova fase. Giansiracusa ha parlato del Libero Consorzio come della “casa dei Comuni e della comunità provinciale, uno spazio di collaborazione e non di contrapposizione”. Ma per restare tale, servirà una maggioranza coesa. Dopo la settimana nera di Carta, la politica siracusana è entrata in una zona di ricalcolo. E il Libero Consorzio è diventato il primo terreno su cui misurare i nuovi equilibri.






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