Firmato il decreto che stabilisce la decadenza della concessione demaniale per il lido di Mondello alla Immobiliare Italo Belga, inevitabilmente iniziano le polemiche e si guarda alla stagione balneare che comincerà fra poco più di tre mesi con qualche preoccupazione.
Contenzioso inevitabile
La situazione è complessa perché, per decreto, la società ha 60 giorni di tempo per rilasciare i lido e consegnare alla regione anche i manufatti. 60 giorni che decorrono dalla notifica del decreto. Contando anche da ieri, data di firma del decreto, i 60 giorni cadono fa il 26 e il 27 aprile, praticamente a 3/4 giorni dall’apertura della stagione balneare che in Sicilia inizia il primo maggio anche se entra nel vivo a metà giugno.
La posizione della Presidenza della Regione
“La linea della Presidenza è stata da sempre improntata al pieno rispetto della legalità, anche quando questo ha comportato l’assunzione di decisioni politiche difficili e non prive di conseguenze. In merito alla vicenda Italo-Belga, Palazzo d’Orléans ha mantenuto fin dall’inizio il necessario riserbo istituzionale, considerato che era in corso una procedura di verifica sugli aspetti di legittimità. Non appena ho ricevuto ufficialmente la relazione della Commissione Antimafia, ho provveduto lo stesso giorno a trasmetterla al dirigente generale del dipartimento regionale dell’Ambiente, affinché potesse adottare tutti gli atti di competenza. Successivamente, la Regione, al termine di una valutazione approfondita e rigorosa, svolta anche con il supporto del parere dell’Avvocatura dello Stato, ha assunto i conseguenti e rigorosi provvedimenti, improntati alla massima fermezza” dice, oggi, il presidente della Regione, Renato Schifani.
La posizione ufficiale della società
E oggi torna a parlare anche la Società. “In relazione al provvedimento di decadenza della concessione irrogato a carico della Mondello Italo Belga S.A., la Società intende fare chiarezza sulla propria posizione e sulle iniziative legali che saranno immediatamente intraprese a tutela dei propri diritti e della propria reputazione”.
“La Società stigmatizza con forza le modalità di notifica del provvedimento, ricevuto formalmente solo molte ore dopo la sua massiccia diffusione agli organi di stampa. Tale circostanza costituisce una grave scorrettezza e segnala un’anomala gestione delle procedure amministrative, nella quale il clamore mediatico ha finito per precedere la certezza del diritto e il doveroso rispetto delle garanzie dei soggetti coinvolti”.
Motivazioni non aderenti alla realtà per la Italo Belga
“Nel merito, sulla base della prima lettura dell’atto e dei suoi allegati, la Società ritiene che le motivazioni addotte risultino non aderenti alla realtà dei fatti e sproporzionate, e saranno puntualmente contestate nelle sedi competenti. Si tratta, peraltro, del primo atto compiuto e direttamente impugnabile formalmente notificato alla Società dall’inizio della vicenda, finora discussa prevalentemente fuori dalle sedi competenti”.
Ricorso al Tar confermato
“A fronte di un provvedimento gravemente lesivo, la Società comunica di aver già conferito mandato ai propri legali di impugnare prontamente il decreto dinanzi al TAR, chiedendone l’immediata sospensione, anche in ragione dei rilevanti danni economici e reputazionali che ne derivano, a partire dalle ricadute sui lavoratori e sull’organizzazione aziendale”.
“La Società ribadisce la propria determinazione nel voler ristabilire la verità dei fatti nelle sedi competenti e non intende alimentare un dibattito mediatico o politico, distinguendosi da quanti, in queste ore, si affacciano con dichiarazioni strumentali e atteggiamenti di puro sciacallaggio mediatico. “Parleranno le carte e parleranno i giudici. In gioco non c’è soltanto una storia imprenditoriale, ma anche il lavoro di tante persone e la certezza del diritto per chi investe e opera nel rispetto delle regole”, dichiara la Società.
Le gare per l’assegnazione si può fare?
Solo dopo che sarà definito il contenzioso si potrà procedere a vere e proprie gare per l’affidamento della concessione che già il Comune di Palermo ha spacchettato non in un solo lido. Dunque la gara non anticiperà di un solo giorno quello che era già previsto accadesse per tutti i lidi che andranno assegnati con nuove procedure dal 2027.
I dubbi sulla stagione 2026
I grandi dubbi riguardano, invece, la stagione 2026. La Regione pensa a mini concessioni trimestrali per salvare l’estate ma il percorso non è semplice come sembra






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