L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a estendersi oltre i confini diretti del conflitto. Quattro persone sono morte nel sud della Siria dopo la caduta di un “missile iraniano” su un edificio nella zona industriale di Suwayda. Lo riferisce l’agenzia siriana Sana, precisando che vi sono anche diversi feriti.
Macron: riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu
Sul piano diplomatico, la Francia chiede un intervento immediato delle Nazioni Unite.
“La Francia chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha scritto su X il presidente Emmanuel Macron, spiegando di essere “in stretto contatto con i nostri partner e amici europei in Medio Oriente”.
“Lo scoppio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran comporta gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale. In questo momento decisivo, vengono prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del nostro territorio nazionale, dei nostri cittadini e dei nostri interessi in Medio Oriente”, ha aggiunto.
Macron ha poi affermato: “La Francia è inoltre pronta a impiegare le risorse necessarie per proteggere i suoi partner più stretti, qualora lo richiedessero. L’escalation in corso è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in buona fede nei negoziati per porre fine ai suoi programmi nucleari e balistici, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale. Ciò è assolutamente necessario per la sicurezza di tutti in Medio Oriente. Il popolo iraniano deve anche poter costruire liberamente il proprio futuro. I massacri commessi dal regime islamico lo squalificano e richiedono che la voce venga restituita al popolo. Prima sarà, meglio sarà”.
?????⚡️ video mostra un missile iraniano precipitare ad Al Wakrah, in Qatar, dopo essere stato intercettato dai sistemi di difesa aerea qatarioti.#iran #teheran #israele #golfopersico #mediooriente #qatar pic.twitter.com/2ekgDMJCDe
— Walter Giannò (@waltergianno) February 28, 2026
Militari italiani nei bunker in Iraq, Kuwait e Giordania
I militari italiani presenti nelle basi in Medio Oriente colpite o minacciate dalla controffensiva di Teheran sono nei bunker e risultano in sicurezza. Lo si apprende da fonti qualificate che seguono l’evolversi della situazione e che non escludono una possibile evacuazione del personale italiano in Iran a partire da lunedì prossimo.
In Iraq, dove gli americani hanno attaccato una base delle milizie sciite a 60 chilometri da Baghdad, sono presenti circa 350 militari italiani, attualmente nei bunker e negli shelter.
In Kuwait, nella base di Al Salem — attaccata probabilmente da milizie filo-iraniane — si trovano circa 250 dipendenti Leonardo, anch’essi al riparo. Illesi i militari italiani presenti nella struttura.
Anche nella base vicino ad Amman, in Giordania, i circa 70 militari italiani sono nei bunker.
Migliaia di italiani tra Qatar ed Emirati
La preoccupazione maggiore riguarda il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, dove si sono registrate esplosioni e dove risiede un numero elevato di connazionali.
Solo a Doha vivono circa 3mila italiani, ai quali è stata inviata un’allerta con l’invito a rimanere in casa e a cercare riparo.
Negli Emirati Arabi Uniti sono registrati circa 20mila italiani, oltre ai turisti presenti nell’area.
La Farnesina monitora costantemente la situazione mentre il conflitto assume sempre più i contorni di una crisi regionale estesa, con ripercussioni dirette sulla sicurezza dei militari italiani e dei civili presenti nell’area.






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