La guerra nel Golfo Persico entra in una fase ancora più pericolosa. Sono stati rilevati lanci diretti verso il centro di Israele. Contestualmente, la Marina statunitense ha ripreso ad attaccare asset navali iraniani nel Golfo Persico.
Il portavoce dell’Idf ha dichiarato: “L’Idf ha identificato che missili sono stati recentemente lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa stanno operando per intercettare la minaccia”.
Trump: “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilasciato una breve intervista telefonica al Washington Post poco dopo le 4 del mattino, intervenendo per la prima volta in modo significativo dopo l’annuncio dell’attacco contro l’Iran.
“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”, ha dichiarato. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”.
Parole che segnano la linea politica americana mentre l’operazione militare è ormai in pieno svolgimento.
Teheran minaccia: “Colpiremo tutti gli interessi di Washington”
La risposta iraniana si estende oltre il piano militare tradizionale. Un alto responsabile iraniano, in un’intervista esclusiva ad Al Jazeera, ha dichiarato che le operazioni dell’Iran non si limiteranno alle sole basi militari statunitensi nella regione.
“Le nostre rappresaglie non si limiteranno alle basi militari americane. Colpiremo tutti gli interessi di Washington, economici, diplomatici, logistici e strategici, in ogni luogo in cui siano presenti”.
Il funzionario ha aggiunto che Teheran sta preparando una lista di obiettivi che includerà “il regime sionista e gli interessi americani”, spiegando: “Quando lanceremo i nostri colpi su questi obiettivi, la sorpresa sarà parte integrante dell’operazione. La lista che abbiamo preparato li lascerà sbalorditi per ampiezza e precisione”.
Le dichiarazioni arrivano poche ore dopo l’annuncio dell’Esercito iraniano di aver lanciato decine di droni contro “territori occupati e interessi del regime sionista”, nel contesto di attacchi missilistici già rivendicati contro basi USA e di vittime civili registrate negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein, in Siria e in altre aree del Golfo.
?????⚡️ video mostra un missile iraniano precipitare ad Al Wakrah, in Qatar, dopo essere stato intercettato dai sistemi di difesa aerea qatarioti.#iran #teheran #israele #golfopersico #mediooriente #qatar pic.twitter.com/2ekgDMJCDe
— Walter Giannò (@waltergianno) February 28, 2026
Strage a Minab: 51 morti in una scuola femminile
Il bilancio dell’attacco contro la scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, continua ad aggravarsi. È salito a 51 morti, con 60 feriti, secondo quanto riferito dall’emittente iraniana Press Tv.
Oman: “Questa non è la vostra guerra”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che aveva mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell’ultimo mese, ha espresso forte preoccupazione.
Si è detto “sgomento” per la violenza scoppiata in Medio Oriente, affermando: “Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”.
Italia, rafforzata la sicurezza su obiettivi sensibili
L’escalation ha effetti diretti anche in Italia. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo un confronto con il capo della Polizia Vittorio Pisani, ha disposto il rafforzamento della sicurezza su tutti i possibili obiettivi a rischio nel Paese, con particolare attenzione a quelli statunitensi e israeliani.
La decisione arriva in seguito all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alla minaccia esplicita di Teheran di colpire interessi americani ovunque nel mondo.
L’Italia entra dunque in una fase di vigilanza rafforzata, mentre il conflitto nel Golfo Persico assume sempre più i contorni di una crisi regionale ad alta intensità, con potenziali ripercussioni globali.






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