La guerra nel Golfo Persico si estende su più fronti. Sirene d’allarme sono risuonate nell’area di Gerusalemme, mentre in Israele sono stati diramati “Red Alerts” a Tel Aviv. Esplosioni sono state udite anche a Doha, in Qatar, e a Dubai, dove secondo Reuters si sono sentite almeno tre detonazioni.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno bombardato il sito da cui sarebbe partito un recente lancio di missili a Zanjan, nel nord dell’Iran. Sul piano politico regionale, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha parlato al telefono con l’Emiro del Kuwait e con l’Emiro del Qatar. Secondo valutazioni circolate nelle stesse ore, i Paesi del Golfo potrebbero unirsi contro Teheran.
Trump da Mar-a-Lago: “Importante operazione di combattimento”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha supervisionato l’avvio di quella che ha definito una “importante operazione di combattimento” in Iran direttamente dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.
Secondo quanto riportato da Cnn, Trump è stato raggiunto a Palm Beach dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal Generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto. I tre hanno utilizzato una stanza di sicurezza nella tenuta per monitorare l’inizio di quella che il presidente ha descritto come una campagna “massiccia” contro l’Iran. Nelle ultime settimane avevano discusso a lungo le opzioni militari.
Sanchez: “Escalation pericolosa”. Pahlavi: “Siamo vicini alla vittoria finale”
Dal fronte europeo arriva la presa di posizione del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha dichiarato di respingere “l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele” contro l’Iran, definendola un’escalation che contribuisce a un “ordine internazionale più incerto e ostile”.
“Rifiutiamo altresì le azioni del regime iraniano e dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente”, ha scritto sui social. “Esigiamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale”. E ancora: “È tempo di riprendere il dialogo e di raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.
Di segno opposto il messaggio del figlio dell’ultimo scià d’Iran, Reza Pahlavi, che in un discorso video diffuso dopo gli attacchi ha dichiarato: “Siamo molto vicini alla vittoria finale. Voglio essere al vostro fianco il prima possibile affinché insieme possiamo riconquistare e ricostruire l’Iran”.
⚡️? ULTIM’ORA: il momento in cui la base statunitense in #Bahrein è stata colpita da un drone iraniano.#iran #teheran #israele #golfopersico #mediooriente #trump #IranRevoIution2026 pic.twitter.com/AHgfsG4NjG
— Walter Giannò (@waltergianno) February 28, 2026
Kuwait intercetta missili, voli sospesi a Dubai
Il Kuwait ha annunciato di aver intercettato missili lanciati dall’Iran contro una base militare che ospita soldati americani e di altri Paesi. Il portavoce del ministero della Difesa, il colonnello Saoud Abdelaziz Al-Atwan, ha precisato che “la base aerea di Ali Al-Salem è stata obiettivo di più missili balistici e la difesa aerea kuwaitiana li ha intercettati con successo”.
Negli Emirati Arabi Uniti la situazione resta tesa. Il Ministero della Difesa ha comunicato di aver intercettato una nuova ondata di missili. Al Jazeera riferisce di esplosioni udite a Dubai, probabilmente legate alle intercettazioni.
Gli aeroporti di Dubai – l’aeroporto internazionale principale e l’Al Maktoum – hanno sospeso tutti i voli “fino a nuovo avviso”, interrompendo le attività a causa del conflitto esploso nella regione.
Teheran: “Colpire i nostri leader non resterà senza risposta”
La tensione si alza anche sul piano politico. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera: “Prendere di mira i nostri leader politici non resterà senza risposta”.






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