“Bisogna difendere la posizione dei 21 dipendenti del settore del verde pubblico”. Così Michele Mangiafico, leader del movimento politico Civico 4, che ricostruisce la vicenda relativa all’appalto per la manutenzione del verde pubblico comunale e richiama l’attenzione sulla tutela dei lavoratori coinvolti.

Dopo la rielezione del giugno 2023, spiega Mangiafico, il sindaco aveva annunciato la volontà di rivedere il servizio del verde pubblico, fino ad allora suddiviso in cinque lotti, ciascuno gestito da una diversa ditta appaltatrice, con scadenza fissata al 30 aprile 2024. Nonostante non risultassero contestazioni formali da parte dell’Amministrazione comunale nel periodo precedente alla scadenza, non è stata disposta alcuna proroga tecnica. Il 22 aprile 2024 è stata quindi indetta una gara aperta.

“Il raggruppamento temporaneo di imprese risultato vincitore, che aveva presentato un ribasso del 43,87%, non è stato inizialmente in grado di produrre tutta la documentazione richiesta. È stato attivato un soccorso istruttorio e, nelle more, il servizio è stato affidato tramite trattativa diretta a una delle due ditte componenti dell’RTI aggiudicataria. – ancora il leader del movimento – Con determina n. 2974 del 1° luglio 2024, l’Amministrazione ha formalmente aggiudicato l’appalto al raggruppamento temporaneo di imprese, giudicando congrua l’offerta presentata. Tuttavia, l’azienda seconda classificata — una delle cinque che avevano precedentemente gestito il servizio senza rilievi — ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (TAR). Il 20 novembre 2024 il TAR ha accolto il ricorso, invitando il Comune ad annullare gli atti, ritenendo che l’offerta del raggruppamento vincitore non fosse congrua e che lo stesso avrebbe dovuto essere escluso. Con determina dirigenziale n. 197 del 22 gennaio 2025, l’Amministrazione ha preso atto della sentenza, riavviando la verifica dell’anomalia dell’offerta e le verifiche documentali sulla seconda classificata, garantendo nel frattempo la continuità del servizio sempre con l’azienda originariamente aggiudicataria. Poi ha proceduto a confermare una seconda volta la RTI attraverso una rimodulazione dell’offerta nuovamente contestata e nuovamente oggetto di sentenza che ha visto il Comune soccombente. Un disastro”

Nel corso dell’anno e mezzo di pessima gestione, sottolinea Mangiafico, la qualità del servizio sarebbe stata condizionata dal forte ribasso economico, con ripercussioni sulle prestazioni e sulle condizioni dei lavoratori. Le segnalazioni dei cittadini, anziché diminuire, sarebbero aumentate in diverse zone della città — da via Pasquale Midolo a via Giarre, da piazza Antonino Munafò a via Carabelli, dall’area dei Calafatari a via Cultrera, dalla piazzetta del villaggio Miano fino alla rotatoria di viale Scala Greca angolo via Nassiriya — come documentato anche attraverso la piattaforma civica 96100lab.

Mangiafico entra quindi nel merito della gestione dell’appalto: “La RTI che ha gestito l’appalto attraverso un’offerta anomala fino al doppio pronunciamento della giustizia amministrativa si chiama Technical Services – Flora 2014 (quest’ultima era l’azienda che pagava i lavoratori). Il Comune ha difeso a spada tratta l’aggiudicazione a questa RTI finché Verdidea non è subentrata definitivamente. Ma la ditta uscente non ha pagato lo stipendio di gennaio, i sette giorni lavorati di febbraio, ferie, permessi e ROL maturati, né il TFR”.

Al centro della denuncia politica vi è dunque la condizione dei 21 dipendenti del settore, che rischiano di subire le conseguenze economiche e occupazionali della vicenda amministrativa. “Ancora una volta la posizione dei lavoratori viene in secondo piano e questo è inaccettabile”, conclude Mangiafico, chiedendo che l’Amministrazione intervenga con urgenza anche sostituendosi alla ditta debitrice e rivalendosi su di essa.

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