Una nave cisterna russa per il trasporto di gas naturale liquefatto, la Arctic Metagaz, è andata a fuoco nel Mediterraneo centrale ieri, martedì 3 marzo. L’incidente è avvenuto nelle acque tra Malta e la Libia e ha coinvolto un’unità sotto sanzioni occidentali dal 2024. Il fatto ha avuto un impatto immediato sulla sicurezza della navigazione nell’area e sui traffici energetici nel Mediterraneo, una rotta utilizzata da numerose navi dirette verso il Canale di Suez.
Le autorità marittime e militari hanno confermato che l’equipaggio è stato evacuato ed è stato ritrovato a bordo di una scialuppa di salvataggio all’interno della zona di ricerca e soccorso della Libia. Le informazioni disponibili indicano che tutti i membri dell’equipaggio risultano vivi.
Il Ministero dei Trasporti della Federazione Russa ha confermato che la nave è stata coinvolta in un attacco nel Mediterraneo, mentre diverse fonti di sicurezza marittima hanno riferito che l’origine dell’incendio non è ancora stata stabilita con certezza.
Dove si trovava la nave e cosa è successo nelle ore precedenti
Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio navale MarineTraffic, la Arctic Metagaz aveva trasmesso l’ultima posizione il giorno precedente mentre navigava al largo delle coste di Malta.
Le Forze Armate di Malta hanno ricevuto un segnale di soccorso proveniente dall’unità e hanno avviato le operazioni di ricerca. Nel corso delle attività di salvataggio, i soccorritori hanno individuato l’equipaggio su una scialuppa di emergenza nella zona SAR libica.
Immagini diffuse sui social mostrano una nave avvolta dalle fiamme nel Mediterraneo centrale. L’autenticità dei video circolati online non è stata verificata in modo indipendente, ma fonti del settore marittimo hanno confermato che un incendio effettivamente si è sviluppato a bordo.
Mediterranean Sea emergency: The Russian gas tanker ARCTIC METAGAZ (IMO 9243148) is on fire off the coast of Libya. The vessel is under sanctions for illegally transporting LNG. A preliminary attack by naval drones and a series of explosions are reported. A massive fire is on… pic.twitter.com/Wh1Y8qIfZf
— EcoProtector (@ProtectorE59290) March 3, 2026
Un rappresentante della società greca di sicurezza marittima Diaplous Group ha dichiarato: “Possiamo confermare che l’incidente è avvenuto, ma al momento non disponiamo di ulteriori dettagli”.
La nave Arctic Metagaz: caratteristiche e sanzioni internazionali
La Arctic Metagaz è una nave per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) costruita nel 2003 e registrata sotto bandiera russa.
La nave misura circa 277 metri di lunghezza e fa parte della flotta di unità utilizzate per esportare gas proveniente da progetti energetici russi nell’Artico.
Dal 2024 l’unità è inclusa nei pacchetti di sanzioni imposti da Stati Uniti e Regno Unito, nell’ambito delle restrizioni contro il progetto energetico russo Arctic LNG-2, sviluppato dalla compagnia Novatek.
Secondo diversi osservatori del settore marittimo, la nave è collegata alla cosiddetta “flotta ombra” russa, una rete di imbarcazioni utilizzata per trasportare petrolio o gas soggetti a restrizioni occidentali attraverso rotte commerciali internazionali.
La rotta della Arctic Metagaz: da Murmansk verso il Mediterraneo
Le informazioni disponibili indicano che la nave era partita il 24 febbraio dal porto di Murmansk, nel nord della Russia, dopo aver caricato gas naturale liquefatto presso un’unità di stoccaggio galleggiante.
Il viaggio prevedeva il passaggio lungo la costa occidentale dell’Europa — con rotta attorno al Regno Unito e alla Spagna — prima dell’ingresso nel Mediterraneo.
I dati di tracciamento mostrano che l’ultima posizione registrata era nel Mediterraneo meridionale, a una distanza relativamente ridotta dalla Sicilia.
La destinazione indicata era Port Said, in Egitto, uno degli scali principali per le navi dirette al Canale di Suez, passaggio strategico per i traffici energetici tra Europa e Asia.
Le ipotesi sulle cause dell’incendio
Le autorità non hanno ancora stabilito con certezza l’origine dell’incendio.
Le possibilità prese in considerazione sono due:
- Guasto tecnico o incidente a bordo;
- Attacco deliberato via aria o via mare con un drone.
Una fonte citata da Reuters ha riferito che la nave potrebbe essere stata colpita da un drone navale ucraino, ma non sono state presentate prove e l’informazione non è stata confermata ufficialmente.
Alcuni canali online vicini a Kiev hanno diffuso la stessa ipotesi, suggerendo un attacco condotto con mezzi autonomi in mare. Anche queste informazioni restano al momento non verificate.
Precedenti operazioni nel Mediterraneo
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha dimostrato la capacità di colpire obiettivi navali russi anche lontano dal Mar Nero.
Un caso citato da fonti del settore riguarda la nave Qendil, un’altra unità collegata alla flotta ombra russa. Secondo media ucraini e società di sicurezza marittima, nel dicembre precedente la nave sarebbe stata colpita tra Creta e Malta con droni esplosivi marittimi.
Se l’ipotesi di un attacco venisse confermata, l’episodio della Arctic Metagaz rappresenterebbe un’ulteriore estensione delle operazioni militari legate al conflitto tra Russia e Ucraina verso il Mediterraneo.
Implicazioni per il traffico energetico nel Mediterraneo
Il Mediterraneo centrale è uno dei corridoi marittimi più utilizzati dalle navi energetiche che collegano Europa, Medio Oriente e Asia.
Il passaggio attraverso il Canale di Suez consente infatti di collegare:
- porti russi del nord
- terminal energetici del Medio Oriente
- mercati asiatici
Un incidente che coinvolge una nave carica di gas naturale liquefatto può avere effetti su:
- sicurezza delle rotte commerciali
- assicurazioni marittime
- monitoraggio delle navi sotto sanzioni.






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