C’è una caserma nuova di zecca a Siracusa. È costata milioni di euro pubblici, è stata inaugurata più volte, le chiavi sono state consegnate ufficialmente e le foto di rito non sono mancate. Eppure i vigili del fuoco non ci lavorano.

 

Il Comando provinciale resta nella vecchia sede di via Augusto Von Platen, mentre il nuovo edificio – completato alla Pizzuta – continua a rimanere vuoto. Un caso che racconta bene uno dei classici paradossi delle opere pubbliche italiane, con una variante tutta siciliana: lavori finiti, inaugurazioni in serie, ma nessuna operatività.

E intanto il conto continua a pagarlo la collettività.

 

Un’opera nata dopo il terremoto e costata oltre 6,7 milioni

La storia comincia più di vent’anni fa e affonda le radici nei fondi della legge 433 del 1991, varata dopo il terremoto di Santa Lucia per rafforzare le infrastrutture di sicurezza nella provincia di Siracusa.

Tra gli interventi previsti c’era anche la realizzazione di una nuova sede per il comando provinciale dei vigili del fuoco.

Il finanziamento ammontava a 6.713.939,69 euro. Quando nel 2004 Vincenzo Vinciullo diventa assessore alla Ricostruzione del Comune di Siracusa, quei fondi risultano ancora inutilizzati.

«Quando arrivai in assessorato trovai le risorse ma non il progetto», racconta oggi l’ex assessore. «Ci siamo messi al lavoro per recuperare tutto e arrivare al progetto esecutivo».

Il progetto arriva nel gennaio 2005, realizzato con il coinvolgimento del comando provinciale e del ministero dell’Interno. Un anno dopo, il 6 aprile 2006, arriva il decreto di finanziamento.

Nel 2007 i lavori vengono aggiudicati e nel febbraio 2008 partono i cantieri.

La tabella di marcia sembra funzionare: i lavori procedono rapidamente. Poi, all’improvviso, tutto si ferma.

Il passaggio alla Regione e i cantieri che si bloccano

La gestione dell’opera passa successivamente alla Regione Siciliana, attraverso il dipartimento regionale della Protezione civile.

Vengono banditi nuovi appalti per completare i lotti rimasti. Ma la macchina si inceppa ancora. Secondo la versione ufficiale, mancano i fondi per completare alcune parti del progetto. Una spiegazione che non convince tutti.

 

Perché nel frattempo emergono altri numeri: i ribassi d’asta della legge 433 liberano circa 962 milioni di euro, somme teoricamente disponibili per interventi di questo tipo. Risorse che, secondo Vinciullo, non vengono utilizzate per completare definitivamente la struttura.

Nel frattempo circolano anche proposte alternative. Tra queste, l’idea di destinare una parte dell’edificio agli uffici del Genio civile. Un’ipotesi che scatena polemiche e viene poi accantonata.

La proposta dell’affitto ai vigili del fuoco

A rendere ancora più surreale la vicenda arriva una proposta che accende lo scontro politico.

Secondo Vinciullo, la Regione avrebbe ipotizzato che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco pagasse un canone di affitto annuale per utilizzare la caserma.

«Una proposta irricevibile», commenta l’ex assessore. «Parliamo di una struttura realizzata con fondi dello Stato. Chiedere ai vigili del fuoco di pagare un affitto per entrarci è una cosa semplicemente assurda».

Lo scontro si chiude con un passo indietro della Regione, ma la caserma resta comunque inutilizzata.

Tre inaugurazioni e nessuna operatività

Nel frattempo la struttura diventa protagonista di una lunga sequenza di cerimonie e annunci.

La più importante è quella del 22 luglio 2024, quando l’assessore regionale all’Economia Marco Falcone consegna simbolicamente le chiavi della nuova caserma al comandante provinciale Sebastiano Macchiarella.

Ma la consegna non coincide con l’avvio delle attività.

Già a marzo 2024 era stata annunciata un’inaugurazione operativa entro metà aprile. Anche quella scadenza salta.

Così la caserma resta quello che molti sindacati definiscono ormai un “guscio vuoto”.

Il problema: mancano arredi, tecnologia e mensa

Il nodo è principalmente logistico. Nonostante l’edificio sia completato dal punto di vista strutturale, mancano ancora elementi essenziali per rendere operativa la struttura: arredi completi per uffici e dormitori, infrastrutture tecnologiche per la sala operativa del 115, spazi e servizi logistici come la mensa

Senza queste dotazioni il trasferimento del personale non può avvenire.

I vigili del fuoco restano nella vecchia sede

Nel frattempo i vigili del fuoco continuano a lavorare nella storica sede di via Augusto Von Platen, una struttura che i sindacati definiscono ormai inadatta.

Il comando si trova in una delle zone più trafficate della città e negli ultimi anni gli spazi operativi si sono ulteriormente ridotti.

Circa tre anni fa infatti è stata realizzata una pista ciclabile che attraversa l’ingresso della caserma, complicando ulteriormente l’uscita dei mezzi di soccorso.

La struttura è inoltre considerata vecchia e non più adeguata alle esigenze operative di un comando moderno.

Il costo nascosto: oltre 900 mila euro l’anno

Il paradosso non è solo logistico ma anche economico. La sede di via Von Platen appartiene al Libero Consorzio comunale di Siracusa che potrebbe sfruttarla in altro modo, coinvolgendo il mondo scolastico, considerato che gli affitti per ospitare gli istituti superiori hanno un costo annuo di 900 mila euro.  “Se quell’immobile tornasse alla Provincia – sostiene Vinciullo – potrebbe essere utilizzato per le scuole e ridurre la spesa per gli affitti».

Le preoccupazioni dei sindacati

La vicenda è seguita con attenzione anche dai sindacati dei vigili del fuoco – FNS CISL, FP CGIL, USB e CONAPO – che negli ultimi anni hanno organizzato proteste e sit-in.

Le sigle sindacali temono che la nuova caserma possa restare inutilizzata ancora a lungo. Dopo la consegna delle chiavi nel 2024 hanno espresso forte scetticismo sulla formula del comodato d’uso gratuito, ritenendo che potesse nascondere ulteriori passaggi burocratici prima del trasferimento definitivo allo Stato.

Allo stesso tempo denunciano due problemi paralleli: l’inadeguatezza della sede di via Von Platen, la carenza di personale e mezzi

Secondo alcuni rappresentanti sindacali, anche una nuova struttura rischierebbe di non risolvere completamente le criticità del servizio senza un rafforzamento dell’organico e delle dotazioni operative.

Una storia già vista

Nel frattempo, la nuova caserma resta lì: completata, fotografata, inaugurata più volte, ma ancora senza vigili del fuoco.

Una storia che a Siracusa molti considerano ormai l’ennesimo esempio di opera pubblica rimasta impigliata tra burocrazia, passaggi amministrativi e decisioni politiche.

Con una differenza rispetto a tanti altri cantieri incompiuti: qui l’edificio è finito da tempo. Manca solo tutto il resto.