Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – rispettivamente guidate da Francesco Fucile, Daniele Passanisi e Salvatore Sampino – intervengono con forza dopo l’emanazione del decreto assessoriale 88 del 2 marzo 2026 sull’incremento orario del personale part‑time degli enti locali. Un provvedimento atteso da anni che rappresenta un primo passo ma che, così com’è, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata. I sindacati riconoscono il segnale politico, ma denunciano che le risorse stanziate non sono in grado di incidere sulle profonde diseguaglianze che segnano da sempre il lavoro nei Comuni siciliani, dove migliaia di dipendenti continuano a garantire servizi essenziali con dotazioni orarie minime e spesso insufficienti.
“Le criticità emerse sono pesanti – spiegano i sindacati – il rischio concreto è che il decreto finisca per ampliare le distanze tra chi ha contratti già più consistenti e chi, invece, vive da anni con poche ore settimanali. A questo si aggiungono i dubbi applicativi sollevati da molte amministrazioni, che non dispongono di criteri chiari per la ripartizione delle risorse né per garantire la priorità ai lavoratori più penalizzati. Preoccupa inoltre l’esclusione dal riparto dei Comuni con finanziamenti quinquennali in scadenza, una scelta che crea ulteriori disparità e lascia fuori una parte significativa del personale”.
Per evitare che il decreto resti un atto monco, FP Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono all’assessorato una circolare esplicativa che uniformi l’applicazione in tutta la Sicilia e impedisca interpretazioni divergenti da Comune a Comune. Rivendicano inoltre risorse stabili, utilizzando le somme che si renderanno disponibili con la parifica del rendiconto della Corte dei Conti, così da avviare un percorso strutturale di incremento orario. L’obiettivo dichiarato è uno solo: portare tutto il personale alle 36 ore settimanali, condizione indispensabile per restituire dignità al lavoro e garantire servizi realmente funzionanti.
“Le lavoratrici e i lavoratori attendono risposte concrete e prospettive certe. Non possiamo permettere che un provvedimento così importante si perda tra incertezze applicative e fondi insufficienti”, affermano Fucile, Passanisi e Sampino. Per questo le tre organizzazioni hanno chiesto la convocazione immediata di un incontro con l’assessorato, con l’urgenza di definire una linea condivisa che tuteli davvero chi oggi vive con le dotazioni orarie più basse.
Luogo: Palermo
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