Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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Il grande dittatore fu una immaginifica metafora del potere realizzata nel 1940 da Charlie Chaplin in cui prendeva in giro, ridicolizzandolo, l’uomo tremendo del ‘900, Adolf Hitler. Il dittatore tedesco fu un grande utilizzatore, tramite il fedelissimo Goebbels, della propaganda. Oggi, al tempo di internet e dell’AI, il più grande sfruttatore della comunicazione è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale usa spregiudicatamente i social, senza intermediazione giornalistica o massmediologica.

Paradigmatica è l’ultima foto che circola in rete, con il presidente seduto mentre tutti intorno impongono le mani su di lui, benedicendo la sua metafora corporeo spirituale. Mentre in Germania un secolo fa urlavano “Sieg Heils”  adoranti, alzando il braccio destro, oggi il metodo di approvazione è la condivisione o i like. Ma è un parallelismo possibile? Hitler usava, oltre la propaganda, la violenza, l’aggressione militare. Trump usa l’ICE, la milizia semi privata che si occupa di immigrati, sui differentemente americani, e ha già attaccato due paesi, nonostante avesse dichiarato di far si che gli Usa abbandonassero il loro ruolo di gendarme del mondo. La foto in tutto il mondo di Maduro in tuta dismesso., le immagini degli immigrati incatenati ed in gabbia, il modo in cui maltrattò in diretta Zelenskj, la dichiarazione che ha fatto sul fatto ce sarà lui a scegliere la prossima guida Suprema iraniana sono da dittatore, seppur alla Woody Allen, o no? Poi onestamente dire scelgo io la vostra guida Suprema è un ossimoro. Quale Suprema se è scelta da lui?

Inoltre il coacervo tecnologico dell’IT dietro di lui, da Zuckemberg a Bezos e dintorni, sodale volontario o meno, rappresenta un enorme potere di diffusione di aspetti di comunicazione universali che Goebbels non aveva certamente a disposizione. Ed oggi raggiungono tutti o quasi.

L’immagine benedicente alla Casa Bianca è una perfetta immagine di un potere universale, urbi et orbi. Solo che ai nostri giorni non c’è un Chaplin,  o un Totò che dica: ma mi faccia il piacere!

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