Prima l’incendio in un parcheggio di via Saetta, che ha distrutto quattro furgoni posteggiati; poi il rogo che ha danneggiato un escavatore in viale Amedeo d’Aosta; infine, sabato scorso, un nuovo raid contro una tabaccheria di via Messina Marine.
Intimidazioni mafiose nella zona orientale di Palermo che preoccupano il presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi: “Questi atti non sono semplici episodi di cronaca, ma rappresentano un attacco diretto alla libertà economica e alla serenità di chi ogni giorno alza la saracinesca per produrre valore e lavoro – sostiene Attinasi –. Non possiamo permettere che la violenza diventi uno strumento di pressione nei confronti di imprese e del tessuto produttivo e sociale in generale. Palermo e i suoi imprenditori hanno già pagato un prezzo troppo alto in passato: oggi la risposta deve essere immediata, corale e senza tentennamenti”.
Ormai è chiaro che nella periferia orientale della città Cosa nostra sta rialzando la testa attraverso il racket delle estorsioni. E chi si rifiuta di pagare subisce pesanti conseguenze. “È il momento di rompere l’isolamento – aggiunge Attinasi –. Come Assoimpresa, attraverso il nostro sportello Antiracket, ribadiamo che nessun imprenditore sarà lasciato solo di fronte a queste vili minacce. Invitiamo tutti i colleghi colpiti a denunciare: la nostra associazione è pronta a costituirsi parte civile e a offrire tutto il supporto legale e psicologico necessario. Lo Stato e le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro encomiabile, ma serve una reazione civile altrettanto forte. Chi tocca uno di noi, tocca l’intera comunità produttiva della città. Non faremo un solo passo indietro”.






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