Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato la giunta regionale per adottare il provvedimento di sospensione dalle funzioni di Salvatore Iacolino, direttore generale del Policlinico di Messina, dopo le notizie di stampa relative a un’indagine della Procura di Palermo che lo riguarda.
La giunta è convocata per le ore 17,00 ed è stata indetta con l’urgenza che il caso detta vista la situazione determinatasi e l’intenzione del Presidente Schifani di mettere in campo provvedimenti rigorosi e improntanti alla massima trasparenza.
Un atto di indirizzo a tutti i dirigenti generali
Il presidente ha inoltre firmato un atto di indirizzo rivolto a tutti i dirigenti generali dei dipartimenti regionali e ai responsabili degli uffici speciali, con cui si dispone un rafforzamento dei controlli sulle autodichiarazioni presentate dai dirigenti in ordine alle eventuali cause di impedimento per la prosecuzione delle funzioni. Gli uffici dovranno verificarne periodicamente la veridicità.
Nuovi obblighi di verifica
Nel documento si stabilisce inoltre che, in caso di richieste di trattenimento in servizio oltre i limiti ordinari di età, i dipartimenti dovranno valutare non solo eventuali cause ostative, ma anche la condotta morale tenuta nell’esercizio delle funzioni pubbliche. L’iniziativa rientra nell’azione di rafforzamento della trasparenza e del controllo all’interno dell’amministrazione regionale.
Le accuse mosse dalla Procura
Gli inquirenti ritengono di aver accertato stretti legami tra Carmelo Vetro esponente della famiglia mafiosa di Favara e il manager. Vetro, figlio di un capomafia, avrebbe nel tempo messo a frutto anche importanti relazioni derivanti dalla sua appartenenza alla massoneria. Secondo i magistrati, che hanno disposto perquisizioni nelle case dell’indagato, Iacolino sarebbe stato a totale disposizione del boss suo compaesano assicurando prospettive imprenditoriali alla società a lui riconducibile, l’Ansa Ambiente. Il manager, in cambio, avrebbe segnalato al mafioso persone che aveva interesse a fare assumere in una società che operava nel Messinese e in un caso avrebbe messo il boss in contatto con altri esponenti politici






Commenta con Facebook