Via libera dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera al disegno di legge costituzionale che prevede la modifica dello Statuto siciliano introducendo la figura del deputato regionale supplente all’Ars. Lo fa sapere Luca Sbardella (Fratelli d’Italia), designato relatore.

“Dopo il parere positivo dell’Ars nello scorso ottobre e l’approvazione avvenuta al Senato la norma procede quindi nel suo iter Parlamentare che dopo ulteriori passaggi si concluderà infine all’Ars con la legge regionale di attuazione. L’obiettivo, appunto, è quello di sancire per la Regione Siciliana l’incompatibilità della carica di assessore con quella di deputato regionale, prevedendo l’obbligo di temporanea sospensione e della relativa supplenza con il primo dei non eletti” dice Sbardella.

Parte il percorso verso il secondo di quattro sì necessari

Quello iniziato oggi è il percorso di approvazione alla Camera che porterà al secondo dei quattro sì necessari prima che la norma torni all’Ars, dopo la riforma Costituzionale, per una legge di attuazione.

Cosa cambia con questa norma

In pratica la legge stabilisce che se un deputato viene nominato assessore, gli subentra il primo dei non eletti nella medesima lista. Ma il suo sarà un incarico di supplenza. Se l’assessore dovesse smettere di ricoprire l’incarico di governo, tornerebbe a fare il deputato e il supplente dovrebbe lasciargli nuovamente il posto.

Il primo di quattro sì necessari

La riforma era stata proposta dal Senato e prima di andare in votazione era stato necessario il sì dell’Assemblea regionale siciliana A dicembre scorso il Senato della Repubblica ha approvato la riforma con 77 voti favorevoli e 63 contrari. In pratica il voto ha rispecchiato perfettamente la mappa di maggioranza e opposizione presenti in aula.

L’approvazione di dicembre scorso è stata un passaggio importante ma non è certo definitivo. Adesso la norma è arrivata alla Camera dei deputati ma trattandosi di legge costituzionale non basterà neanche la seconda approvazione.

Tre mesi prima della seconda lettura

Dopo il voto alla Camera il Disegno di legge resterà tre mesi giacenti prima di essere posto nuovamente in votazione nel medesimo ordine. Il Senato dovrà votare di nuovo, altrettanto dovrà fare la Camera. Dopo il secondo voto bisognerà attendere i termini di legge per la pubblicazione in Gazzetta ma anche allora la norma non entrerà in vigore. Dovrà essere la Regione siciliana a  dar vita ad una legge attuativa che regolamenti le due figure di assessore e deputato supplente. I tempi, quindi, sono abbastanza lunghi.