Il dolore di Messina per l’addio a Daniela. Le navate del Duomo di Messina hanno accolto nel pomeriggio un silenzio denso, interrotto solo dal suono sommesso del pianto, per l’estremo saluto a Daniela Zinnanti. La donna di cinquant’anni, vittima di una violenza cieca che l’ha strappata alla vita per mano dell’ex compagno, è stata ricordata da una folla immensa che ha voluto stringersi attorno ai suoi figli, Gaetano e Roberta. Proprio quest’ultima ha offerto l’immagine più straziante della giornata quando, prima di prendere posto in prima fila, si è inginocchiata davanti al feretro per baciare la foto della madre, restando a lungo appoggiata alla bara in un gesto di disperato amore.

Attorno ai familiari si è radunata un’intera città, rappresentata anche dal neocommissario Piero Mattei, testimoniando come questa tragedia abbia colpito profondamente la coscienza collettiva.

La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Giovanni Accolla, ha trasformato il momento del lutto in una severa riflessione sulla spirale di abusi che continua a insanguinare la cronaca. Durante l’omelia, l’arcivescovo ha espresso parole durissime, definendo sconvolgente il fatto che, a meno di un anno da un altro delitto efferato, la comunità debba confrontarsi nuovamente con una simile brutalità.

Accolla ha sottolineato come la morte violenta di un fratello rappresenti la perdita del senso di umanità per l’intera vita cittadina, definendola un’espressione di vita mortificata. L’invito lanciato dal pulpito è stato quello di cercare spazi di ripartenza spirituale e civile, affinché il sacrificio di Daniela non cada nell’oblio ma diventi motore di un impegno concreto contro ogni forma di sopraffazione.

La partecipazione è stata trasversale, vedendo la presenza della comunità cattolica accanto a quella evangelica della chiesa “Efraim” di Minissale, guidata dal pastore Tindaro Smeraldi, luogo dove Daniela aveva trovato rifugio e calore umano negli anni passati.

Il ricordo della vittima continuerà a vivere nelle strade della città attraverso diverse iniziative spontanee. Questa sera, alle 21, una fiaccolata organizzata dagli amici partirà proprio da piazza Duomo, con la cattedrale che resterà aperta per permettere la preghiera e il raccoglimento.

Nella giornata di domani è prevista un’ulteriore commemorazione nella chiesa di San Giacomo, seguita da un corteo che si concluderà in via Lombardia, davanti a quella che era l’abitazione di Daniela. Anche il villaggio di Larderia, luogo d’origine della donna, si prepara a organizzare un momento comunitario nei prossimi giorni per onorare una memoria che Messina non intende smarrire.