La Nazionale femminile italiana di pallacanestro ha conquistato la qualificazione ai Mondiali 2026, centrando un traguardo di grande valore sportivo e simbolico. Le Azzurre hanno ottenuto il pass al termine del torneo disputato a San Juan, in Porto Rico, chiudendo il percorso con un bilancio molto positivo e conquistando così il diritto di volare a Berlino, sede della rassegna iridata in programma dal 4 al 13 settembre 2026. Si tratta di un ritorno storico per il basket femminile italiano, assente dalla competizione mondiale da oltre trent’anni.
Cocca Verona protagonista della qualificazione
Tra i volti più rappresentativi di questa impresa c’è Costanza (Cocca) Verona, playmaker palermitana classe 1999, protagonista del cammino azzurro. Secondo quanto riportato dai media e dagli osservatori, il suo apporto è stato determinante nel torneo di qualificazione, nonostante un problema fisico accusato nella sfida contro la Spagna. Nelle quattro gare disputate, Verona ha garantito leadership, qualità nella gestione del gioco e continuità di rendimento, confermandosi una delle figure centrali dell’attuale formazione azzurra.
La leadership di “Cocca” e lo spirito del gruppo
In una recente intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Verona descrive l’identità della squadra con parole che restituiscono bene il carattere del gruppo: coesione, spirito di sacrificio, intensità difensiva ed entusiasmo. Nell’intervista, la giocatrice sottolinea come la Nazionale abbia costruito la propria forza sulla compattezza e sulla capacità di aiutarsi nei momenti difficili, senza rinunciare però anche a una dose di talento. È questa, secondo la play azzurra, la cifra distintiva di una formazione capace di restare lucida anche nelle gare più dure del torneo.
Da Palermo a Schio, una crescita costruita con sacrificio
La storia sportiva di Costanza Verona è anche il racconto di un percorso personale segnato da scelte impegnative e grande determinazione. Nell’intervista ripercorre infatti la propria crescita, ricordando di aver lasciato presto Palermo, a soli 14 anni, per inseguire il sogno di affermarsi nel basket di alto livello. Un passaggio tutt’altro che semplice, affrontato con la consapevolezza di dover conquistare spazio e credibilità in un contesto altamente competitivo. Oggi quella traiettoria l’ha portata a essere uno dei punti di riferimento del Famila Schio e della Nazionale.
Il peso di un traguardo che va oltre il risultato
La qualificazione ai Mondiali assume un significato che supera il piano strettamente agonistico. Verona, sempre nell’intervista riportata dal Corriere dello Spor, insiste sul valore collettivo del risultato, spiegando che ciò che la squadra riuscirà a ottenere “servirà al movimento”. Il riferimento è alla crescita di attenzione attorno al basket femminile, già rafforzata dal bronzo europeo conquistato in precedenza e adesso rilanciata da una nuova impresa internazionale. Dai messaggi dei tifosi ai riscontri sui social, il gruppo azzurro percepisce con chiarezza una visibilità crescente.
I numeri e il palmarès di una giocatrice decisiva
Il profilo di Verona è quello di un’atleta abituata ai palcoscenici importanti. Con la maglia della Nazionale maggiore, ha raggiunto 44 presenze e 316 punti, confermando la continuità del suo percorso in azzurro. Alle spalle ci sono anche risultati prestigiosi con le nazionali giovanili, tra cui un bronzo europeo Under 16, un argento mondiale Under 17 e un oro europeo Under 20 . Sul fronte dei club, il suo nome è legato ai successi del Famila Schio , società con cui ha arricchito una bacheca già molto importante.
Il ruolo di Andrea Capobianco nella crescita dell’Italdonne
Un altro passaggio significativo dell’intervista al corriere dello sport riguarda il lavoro del commissario tecnico Andrea Capobianco, indicato da Verona come una figura decisiva nella maturazione della squadra. La playmaker ne evidenzia la capacità di leggere il gioco, la concretezza nella gestione del gruppo e l’equilibrio tra disciplina e libertà decisionale concessa alle giocatrici. Un metodo che, nelle parole dell’azzurra, responsabilizza il gruppo e ne valorizza le qualità tecniche e caratteriali. Anche questo elemento contribuisce a spiegare il salto di qualità compiuto dall’Italia femminile negli ultimi mesi.
L’orgoglio della Sicilia per una delle sue atlete simbolo
La qualificazione mondiale ha acceso anche l’orgoglio del movimento cestistico siciliano. Si segnalano infatti i complimenti arrivati dal Comitato regionale FIP Sicilia , con la presidente Cristina Correnti e il consiglio direttivo che hanno celebrato il percorso della giocatrice palermitana. Verona diventa così il simbolo di una Sicilia sportiva capace di esprimere talento, continuità e presenza ai massimi livelli internazionali.






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